mercoledì 21 aprile 2010

Bambino troppo esigente con se stesso


Pretendere troppo da se stessi è deleterio
A volte capita di avere figli con un carattere molto rigido, in cui la dimostrazione e la caparbietà di voler riuscire nelle cose, si trasformano in un’esigenza al confine con il perfezionismo.
L’insoddisfazione che ne deriva, da un tale comportamento, si manifesta in atteggiamenti troppo critici, e spesso di chiusura e non accettazione dei propri limiti, ecco allora che un bambino che “secondo il suo metro valutativo personale, non sa cantare” preferisce non farlo, perché si reputa non adeguatamente all’altezza della situazione.
Davanti ad un foglio bianco, se inizia a disegnare, ma non riesce a fare quello che vorrebbe, si dispera e lascia il disegno a metà, lamentandosi della sua inadeguatezza e dell’incapacità di riuscire in una cosa. Questi sono solo alcuni esempi, ma in realtà si potrebbe andare avanti all’infinito, perché i contesti e le situazioni sono davvero molti, ma tutti sempre simili a livello comportamentale.
Tali situazioni pongono i genitori in una posizione e uno stato d’animo di ansia e preoccupazione, perché la domanda è “come devo fare davanti a questi comportamenti?”.
La prima cosa da dire è che i bambini nel momento in cui si comportano così, entrano in una sorta di tunnel, in cui paradossalmente nonostante un’ottima intelligenza, precocità e maturità, spesso sopra la media, si danneggiano da soli.
Non è tanto una questione d’intelligenza, ma in questo caso di autostima del bambino, che scende a causa dell’incapacità da parte del bambino di fare delle cose, che secondo il suo pensiero sono difficili.
Inizia così una sorta di circolo vizioso in cui il bambino perde progressivamente la voglia di mettersi alla prova, di “mettersi in gioco”, rinuncia cioè a fare delle cose, per la paura di non riuscirci, ma questo è il “serpente che si mangia la coda!”, poiché invece la cosa migliore sarebbe quella di far superare questo impasse!


Come aiutare un bambino troppo esigente?
Il provare, sperimentare, e ovviamente sbagliare o comunque non riuscire a fare le cose “bene” è il bello della crescita, è una naturale fase di passaggio verso l’età adulta, e come tale va affrontata con serenità, senza angosce. Ciò che è importante fare è far accettare le frustrazioni, che come tali, aiutano a maturare e crescere, non vi è crescita senza frustrazione, solo superando gli ostacoli, si diventa “grandi”.
La figura genitoriale, ma anche le altre che possono satellitare quotidianamente intorno al bambino, devono in questo supportarlo nel modo giusto, incoraggiarlo, non abbandonarlo nella sua infelicità di “bambino incapace”, spronarlo a superare i piccoli e i grandi scalini della crescita, congratularsi con lui ogni volta che riesce a non arrabbiarsi, questo è molto importante. Di solito si dice “bravo” a seguito di un bel disegno, ma qualsiasi disegno è bello, per noi!
Questo è il messaggio che dovrebbe passare, infondergli fiducia, soprattutto nei momenti di difficoltà, fargli capire che se riesce a non arrabbiarsi, a non prendersela, sarà più facilitato a superare anche le difficoltà più grandi.
Sbagliare è una cosa da accettare, fa parte dell’essere umano, nessuno è perfetto, neanche mamma e papà, poiché anche loro possono fare degli errori, ai quali però in tutta tranquillità si cerca di riparare, senza arrabbiarsi e avere chissà quali pretese.
Da parte del genitore, bisognerà poi cercare di osservare e di capire i reali interessi e bisogni del bimbo, per aiutarlo a perseguirli in tutta serenità, se ama disegnare, diamo libero sfogo a questa sua passione, facciamogli trovare a casa tempere, pennarelli, acquarelli fogli colorati.
Ama la cucina, perché non preparare insieme una bella torta, magari vestendolo da piccolo pasticcere, oppure facendoci aiutare nelle piccole faccende domestiche, come apparecchiare la tavola?

Ogni bambino ha il suo carattere e le sue passioni, conoscerlo bene, può davvero aiutare molto il nostro delicato e impegnativo compito di genitori.

venerdì 16 aprile 2010

5 cose da non dire sul lavoro - from yahoo.com

Su una cosa non c'è dubbio: non esiste modo migliore per farsi licenziare se non dire un bel "vaffa" al proprio capo. La cosa è talmente certa che a nessuno verrebbe in mente o avrebbe l'istinto di fare. Ma sul posto di lavoro ci sono altre frasi e parole che al capo suonano fuori luogo e che gli fanno pensare male, ma proprio male, sul conto del suo collaboratore. Probabilmente nessuno ha un capo tremendo come il megadirettore galattico del ragionier Fantozzi, più volte sottoposto alla prova della poltrona sacco su cui era costretto a sedersi. E di sicuro non conviene nemmeno avere un comportamento ossequioso in stile fantozziano e dire "Mi scusi, venerabile maestà? Disponghi di me come meglio vuole! Mi concedi l'onore di essere il suo umilissimo servo! Com'è umano lei!". Ma è bene conoscere quelle 5 frasi sbagliate che il capo proprio non vuole sentirsi dire.

1. Non è colpa mia
Qualcosa è andato storto con il lavoro e il capo ti convoca. Se c'è una frase che non vuole sentire è "Non è colpa mia". Quando si lavora ai manager non interessa sapere di chi è la colpa e nemmeno avere davanti a sé qualcuno che tenta di discolparsi. Ai leader in genere così come ai manager non importa sapere chi è stato la causa di un problema, ma interessa trovare chi sappia risolvere la situazione. L'atteggiamento giusto è quello di spiegare quali problemi si sono incontrati sul lavoro e proporre alcune soluzioni per il futuro. tentare di scaricare la responsabilità di qualcosa, in più, può dare fastidio perché riflette una mentalità infantile.

2. Non serve che nessuno mi insegni
Tutti hanno da imparare qualcosa e nessuno è così bravo da poter pensare di non avere bisogno di alcun insegnamento o consiglio. La frase, oltre che supponenza, indica un cattivo rapporto di fiducia con gli altri colleghi e scarsissima disponibilità alla collaborazione, qualità che invece è particolarmente apprezzata sul posto di lavoro. L'atteggiamento migliore? Mettersi subito in ascolto, condividere le proprie esperienze e ringraziare dello scambio di opinioni.

3. Posso fare solo una cosa alla volta
Altra frase che denota un cattivo rapporto con il capo e un sentimento di avversione nei confronti del lavoro. Al di là del fatto che è possibile anche fare più cose alla volta, se quello che intendevi dire è che sei già molto impegnato con un lavoro più urgente e più importante non ti rimane che dirlo in modo molto calmo e dettagliato. Per non essere criticati dai capi, contano i fatti: se un lavoro non si può fare perché già se ne sta facendo un altro è inutile rispondere con una frase fatta. Serve concretezza, cioè descrivere ciò che si sta facendo calcolando il tempo necessario per finire.

4. Non è un mio problema
Dire apertamente che non si è coinvolti da una problematica che si verifica sul posto di lavoro è una di quelle affermazioni che suonano come un "campanello d'allarme" serio. La frase mostra un disinteresse totale per il lavoro e suona anche come una provocazione, che nasconde un dissapore o una incomprensione precedenti. Al contrario anche se la questione non riguarda direttamente il proprio compito, è bene e utile mostrare interesse e volontà di aiutare.

5. Tengo famiglia
Sei arrivato in ritardo per l'ennesima volta perché hai portato il bimbo all'asilo? Che tu abbia sette figli e una moglie da mantenere non interessa a nessuno o comunque non è un argomento valido per pretendere di avere un trattamento di favore sul lavoro. Gli impegni di famiglia sono problemi tuoi, non del tuo capo. In alcuni casi le ragioni familiari ancora sono riconosciute, ma in questo caso vale la regola dell'equilibrio: mai approfittarne. A lamentarsi potrebbe non essere il tuo responsabile, ma il collega della scrivania accanto...

giovedì 15 aprile 2010

Trovate le scarpe che voglio!! Però non le vendono :(


Si è spento stamattina all'età di 87 anni Raimondo Vianello, icona della televisione italiana.


Vianello, morto intorno alle 7 all'ospedale milanese San Raffaele, era nato a Roma nel 1922 ed era sposato con Sandra Mondaini, con la quale -- oltre che la vita -- ha spesso diviso palcoscenico e piccolo schermo.
Celebre per gli sketch in cui scherza sulle dinamiche matrimoniali, la coppia è stata protagonista di numerosi programmi e sit-com.

"Con Raimondo Vianello scompare uno dei pionieri della televisione italiana, un professionista raffinato, elegante e mai volgare", si legge in una nota della Rai. "Un artista, un vero gentiluomo, che ha contribuito a rendere più lieve e gradevole il servizio pubblico fin dai suoi albori negli anni 50 e a fidelizzare con la sua comicità e il suo sorriso milioni di telespettatori".

Negli anni 80 Mondaini e Vianello furono tra i primi personaggi dello spettacolo a lasciare la Rai per andare a lavorare nella neonata Mediaset.

Nel 1998 Vianello ha condotto il Festival di Sanremo insieme ad Eva Herzigova e Veronica Pivetti.

E con Vianello se ne vanno tante mattinate della mia infanzia passate a sorridere davanti ai loro fantastici sketch familiari... AdDio Raimondo...

La verità dello show business

Ecco tutto ciò che si dovrebbe sapere davvero... forse tante ragazze capirebbero che non è solo la bellezza che ti porta avanti, ora la tecnologia può fare tutto migliore indipendentemente dal fatto che sei brutta e/o bella... ed ecco quante paranoie e pensieri verrebbero meno... qeusto cmq è solo un esempio dei tantissimi....




mercoledì 14 aprile 2010

Un anno dalla Laurea..

Non ci credo, già volato un anno! Una ricordino in più non guasta ;P




Testo canzone Skoda Yeti

Bèla, alùra? Bèla, alùra? El g’ha ol Suv Uhè. Testina cosa vuoi? El g’ha ol Suv. Inquina? Fatti tuoi! Gliel’ha comprato il Papi… c’ha la fabrichètta, parcheggia sui binari… E poi lo sposta? Senza fretta. Ma va in doppia fila? ‘Zz se ne frega, c’ha la pila… (grana-soldi) El g’ha ol Suv. Lü l’è el Baüscia milanés, che ol’g’ha ol Suv! Occupa tutta la City col Suv. Lui spende e spande alla stragrande. El g’ha ol Suv, El g’ha ol Suv El g’ha ol Suv, Suv, Suv, Suv… Si fa allargare il garagìno? Non ci sta il gioiellino… Se non dici che ti piace poi piange il bambino… Ad ogni multa si stupisce: “Non si può sulle strisce?” E col Ghisa poi s’impunta: “Mi compro te e la giunta!” El g’ha ol Suv… Lü l’è el Baüscia milanés, che ol’g’ha ol Suv ! Tutto è permesso perché lui ol g’ha ol Suv. Lui spende e spande alla stragrande El g’ha ol Suv, El g’ha ol Suv, El g’ha ol Suv, Suv , Suv , Suv ….. Ma smettila…. E Curma? Santa, Saint Moritz… Ahahahah, Bèlla, alùra? Bèlla, alùra?



http://www.diatonico.com/colonne-sonore/spot-colonne-sonore/canzone-pubblicita-skoda-yeti.html

Fai oggi quello che non potresti fare domani

TESORINO, SEI ANCORA IN CIELO MA PRIMA O POI SPERO TU FACCIA PARTE DI ME, CRESCA IN ME E FRUTTO DI UN AMORE VERO, SPONTANEO, DESIDERATO.
LE ESPERIENZE DI OGNI GIORNO MI STANNO INSEGNANDO TANTO MA LA COSA CHE MI INNERVOSISCE E' RITROVARMI A PENSARE A CIO' CHE AVREI VOLUTO FARE E NON HO FATTO E QUESTO SARA' UNO DEI PRIMI CONSIGLI CHE DEVO RICORDARMI DI DARE A TE. Non fare come me, io sono in grado di volere un bene dell'anima alle persone, di sentirmi parte di loro, della loro giornata, della loro gioia e non saperlo dimostrare e questa cosa davvero mi rende triste. Non riesco a dimostrare di amare, poi mi ritrovo a pensare cosa avrei potuto fare di più. Passo un week end meraviglioso con gli amici e sogno un loro abbraccio forte, un segno dell'IO CI SONO E SU DI ME POTRAI CONTARE SEMPRE. Ricordo un pomeriggio divertente e penso perchè non mi sono lasciata andare e fare due risate pure io senza tanto imbarazzo e tanta vergogna... ma ogni giono insegna qualche cosa di più. Soprattutto è importante capire che ciò che oggi non hai fatto domani devi farlo, lasciarti andare, dimenticare i pensieri e gli obblighi. La vita è una e di rimpianti non si vive, i rimorsi non servono a nulla. Tutto ciò che vi è stato ha la sua spiegazione. Ma l'essere se stessi sempre, ecco questa è la spiegazione migliore.

St Moritz 2010 - fantasticoo

martedì 13 aprile 2010

I soldi non fanno la felicità.. ma possono aiutarti a realizzare i tuoi sogni…

Il ritorno alla quotidianità seppure lento e un po’ doloroso è quanto più obbligato… tanto più triste…
La vita di tutti i giorni non mi dispiace ma ha un brutto difetto, di farmi riflettere troppo… ebbene eccola qui di fronte a me di primo acchito l’occasione che aspettavo da tempo, uno dei piccoli sogni in un cassetto che si sta svuotando lentamente… senza realizzarsi (laurea a parte ma chiamalo desiderio con la fatica che ho fatto a raggiungerla!!! ;P)
Ebbene eccomi a colloquio con il dirigente scolastico che mi propone come docente di inglese per la 3-4-5- classe superiore dalla settimana prossima fino a luglio… e poi ? chi vivrà vedrà…
Rinunciare a un sogno per un lavoro che è una certezza sebbene nn sia la massima aspirazione?
Dentro di me la prima rispostà è no, ai sogni nn ci rinuncio… poi ci si ritrova dinnanzi alla realtà dei fatti.
Il gasolio costa, ogni giorno di più. Il telefono è purtroppo oramai indispensabile e l’agio della vita degli ultimi anni che mi sono procurata spendendo gran parte di quello che guadagnassi … ebbene non riesco a sottrarmelo.. un viaggio ogni tanto, una cena fuori con gli amici, lo sci, un giretto in barca… si vive una volta sola, oppure no?ho già rinunciato a troppo per non essermi voluta ribellare dalle costrizioni e mi trovo spesso dinnanzi a fatti (cfr prossimo matrimonio … chi ha orecchie per intendere intenda) compiuti ai quali non posso di certo giustificarmi. E ancora meno riparare…

Ma la vita è dura oggi giorno e non posso sopravvivere insegnando per soli 3 mesi… e poi chi mi mantiene? In un periodo di crisi allucinante in cui un titolo in più o uno in meno non cambia chi lo ritrova un lavoro come quello di adesso che mi da garanzia fino al 2011?e ancora torno ad diare i soldi che distruggono e non riescono a farmi realizzare le piccole ambizioni…
Gli stessi soldi che mi hanno fatto maturare, crescere diventare spesso troppo grande a colpa della necessità di mantenermi …e mi ritrovo a spiluccare l’affetto qui e la, in un sorriso, in un abbraccio, alla ricerca dei valori veri e credendo ciecamente nell’amicizia quella vera. Quella che non ti fa più pensare a niente, ti fa sorridere, ti fa vivere, ti fa sentire piena di amore ed affetto. quella che mi ha fatto trascorrere giorni meravigliosi e nascondere le lacrime domenica sera, quando allontanandomi da St Moritz non riuscivo più a parlare, non sono neppure riuscita a dire grazie… quando ben nascoste sotto gli occhiali da sole già alcune lacrime di nostalgia accompagnavano il sole al tramonto di un giorno infinito. Quello dell’amare e farsi amare, anche solo nel senso di volersi bene, anche nel solo senso che si vive una volta sola e in questa vita l’unica cosa certa sono i valori in cui credere.

lunedì 12 aprile 2010

Voglio vivere in... Valchiavennaa!!



Erano circa le 23 del 10.04.2010 e non potrò dimenticarmele mai più… sette anni erano trascorsi da quel maledetto giorno in cui nessuno dei due era colpevole, entrambi vittime di una fine che non ci apparteneva e non causata da noi… poi qualcuno smise di crederci… il fato mi gioca quindi un brutto scherzo … sabato sera, non vedevo l’ora di riabbracciare gli altri ed all’improvviso una macchina nera e non a caso lui non la guidava… era li, di fronte a me… i suoi occhi brillavano esattamente come il primo bacio all’alba di una notte in cui nessuno ci aveva notati… un ciao sussurrato forse per sbaglio e poi il viso che si volta… e si nasconde… nonostante il caldo inizio a tremare ed un nodo mi stringe la gola… quante cose avrei voluto dirgli? Quanti pensieri frullavano la mia mente? Troppi… e invece nulla per non rovinargli una storia stabile ma che stava nascondendo tutto quello che lui era davvero…
Cosa provassi per lui, Amore, si con la A maiuscola. Eppure non gli avevo mai detto Ti Amo…
La perfezione, tutto ciò che si ha sempre desiderato… e perso… eppure la vita è sta procedendo ma il suo nome lo porto nel cuore…
Anche i sogni svaniscono, bisogna svegliarsi, altrimenti che sogno sarebbe??Del sogno resterà solo il suo nome che un giorno sarà lo stesso nome che porterà mio figlio…
E poi le persone vere restano e ci sono sempre, non si fanno annullare da niente e nessuno.

Quindi poi il viaggio è andato solo migliorando sempre di più, sempre meglio…
Gordona, che meraviglia, la Valchiavenna è la valle più bella che io possa mai aver visto fino ad ora! E poi ci vivono persone splendide che hanno saputo farmi divertire, ridere, non pensare a nient’altro se non alla vita e all’amicizia, quel valore vero e indelebile che ormai pochi conoscono eppure loro sono persone splendide! Quindi Madesimo e il Canalone, che spettacolo ( e che fatica… sto diventando vecchia hihi!!)
E poi il Monte Spluga, un paradiso terrestre, la motoslitta, il ristorante e la grolla hihi che risateeee
E un piccolo sfizio concesso anche a noi terrestri… St Moritz.. quant’è bello??
Il fatto è, che quando la compagnia è incredibile tutto diventa fantastico… sembrava un inizio triste e melanconico, ma tutto è diventato una meravigliosa realtà da vivere… quanti attimi ho sperato il tempo si fermasse in questi due giorni?? Tantissimi…
E spero solo che questo valore ci tenga uniti per tutta la vita… Si può essere amici per sempre?


“In amore o sei dentro o sei fuori,
un amico ti lascia anche vivere,
non ti scredita, no si vendica.
Gli amici colpiscono duro,
che neanche una madre è così,
senza chi mi sbatteva nel muro
forse non sarei qui.

E campioni del mondo o in un mare di guai
per gli amici rimani chi sei,
sarà il branco che viene a salvarti se ti perdi.
Puoi alzare barriere,
litigare con dio,
cambiare famiglia e città,
strappare anche foto e
radici, ma tra amici
non c'è mai un addio. “ Pooh


E anche se non sono qui con me queste persone spettacolari sono nel mio cuore, ieri oggi e domani! e chissà che un giorno pazza come sono non decida di vivere da quelle parti... ma questa è tutta un'altra storia!!

A prestooo

giovedì 8 aprile 2010

Gordona, Chiavenna...

Sinceramente stento a crederci... Gordona, Chiavenna... il motivo della nascita di questo blog probabilmente, troppi ricordi di giorni indimenticabili... ed ora, tra poco più di 48 ore sarò li...
Non riesco a descrivere le sensazioni in un periodo come questo in cui molte delusioni sono state amare... ed ora lassù, poco sopra quel ramo del lago di Como, a pochi passi dalla Svizzera... a distanza ravvicinata con quello che fu un sogno di una maturità di mezz'estate...
A prestoooo



giovedì 1 aprile 2010

1 aprile = PESCE D'APRILE!

La Pasqua - Don Tonino Bello


Vorrei che potessimo liberarci dai macigni
che ci opprimono, ogni giorno:
Pasqua è la festa dei macigni rotolati.
E' la festa del terremoto.
La mattina di Pasqua le donne, giunte nell'orto,
videro il macigno rimosso dal sepolcro.
Ognuno di noi ha il suo macigno.
Una pietra enorme messa all'imboccatura dell'anima
che non lascia filtrare l'ossigeno,
che opprime in una morsa di gelo;
che blocca ogni lama di luce,
che impedisce la comunicazione con l'altro.
E' il macigno della solitudine, della miseria, della malattia,
dell'odio, della disperazione del peccato.
Siamo tombe alienate.
Ognuno con il suo sigillo di morte.
Pasqua allora, sia per tutti il rotolare del macigno,
la fine degli incubi, l'inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi
e se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro,
si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro accanto,
si ripeterà finalmente il miracolo che contrassegnò la resurrezione
di Cristo.

(don Tonino Bello)

martedì 30 marzo 2010

La febbre mette più KO gli uomini? Svelato il perché

Il classico comportamento maschile di cadere moribondi nel letto a causa di un semplice raffreddore potrebbe aver trovato una spiegazione in un articolo apparso sulla rivista Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, secondo il quale gli uomini con la febbre soffrono effettivamente in maniera maggiore rispetto alle donne.

Da un punto di vista evolutivo, spiegano i ricercatori della University of Cambridge, i maschi non hanno messo a punto un sistema di difesa naturale forte come quello delle donne, perciò essi sono più soggetti a malattie e infezioni, e tendono a soffrirne per più tempo. Nel corso dell’evoluzione, l’uomo ha adottato la strategia “vivi al massimo, muori giovane”, afferma l’autore della ricerca Olivier Restif. Per questo motivo, i maschi investono molte più energie nel mantenere l’abilità di riprodursi quando sono ammalati, piuttosto che combattere la malattia come fanno le donne. Questo aspetto è molto comune anche in molte specie animali.

Nel loro studio, i ricercatori hanno applicato un modello matematico ai vari fattori che hanno caratterizzato la storia evolutiva dell’uomo e della donna. Dai risultati è emerso che il vero sesso debole di fronte alle malattie è quello dell’uomo, probabilmente a causa delle differenze ormonali che distinguono i due sessi. “Gli uomini sono selezionati per diminuire le loro difese immunitarie e rimanere sessualmente attivi durante la malattia. D’altra parte, anche se gli uomini avessero un sistema immunitario abbastanza forte da sconfiggere l’infezione, essi tenderebbero a riammalarsi rapidamente”, conclude Olivier Restif. E in alcuni casi, questo è proprio quello che accade.

Fonte: Restif O and Amos W. The evolution of sex-specific immune defences.
Proc R Soc B; 24 marzo 2010. doi:10.1098/rspb.2010.0188

martedì 16 marzo 2010

Perchè le persone urlano quando sono arrabbiate?


Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
“Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?”
“Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro.

“Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore.
“Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti”
replicò un altro discepolo.
E il maestro tornò a domandare: “Allora non è possibile parlargli a voce bassa?”
Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.

Allora egli esclamò:
“Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati?
Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto.
Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare.
Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare
per sentirsi l’uno con l’altro.

D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate?
Loro non gridano, parlano soavemente.
E perché?
Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola.
A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano.
E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare,
basta guardarsi.
I loro cuori si intendono.
E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.”

Infine il pensatore concluse dicendo:
“Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino,
non dite parole che li possano distanziare di più,
perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta
che non incontreranno mai più la strada per tornare.”

fonte_http://jacktisana.wordpress.com/2007/05/15/perche-le-persone-gridano-quando-sono-arrabbiate/

mercoledì 10 marzo 2010

La vita è troppo breve per avere rimpianti.

Mon Refuge, Alpenboden 2010




Sci, slittino, neve e sole, stelle e luna, locali e Geneve, l' A1...
Sogno o son desta?
Notte notte :)

La sfera magica: la famiglia.

- Papà, papà! Guarda cos’ho trovato in soffitta! È una sfera magica!-
- Stai fermo, jack! Potrebbe essere pericolosa!- immediata la corsa sulle scale che portano al solaio, una stanza ricca di ricordi meravigliosi ma che non avevano colmato pienamente la sua vita … mentre saliva a due a due i gradini non riusciva a capire di cosa si trattasse… una sfera magica… - mah, i bambini… - mormorava tra sé e sé – hanno una fantasia incredibile. Una sfera magica! Sarà parte della mia vecchia collezione di biglie, oppure la mia vecchia pallina da baseball oppure… - i pensieri s’interruppero all’istante alla visione di quella sfera… ancora intatta ed in perfette condizioni. Il tempo e la polvere non l’avevano affatto deturpata. Fisso lo sguardo su quel piccolo oggetto apparentemente vuoto di significato ma che il suo stesso bambino l’aveva indicata come una sfera magica…
- Papà, stai bene?- replicò il piccolo Jack, preoccupato dallo sguardo assente del padre
– si, piccolo, torna a fare compagnia alla mamma ed al tuo piccolo fratellino. Sei un ometto ormai e quando mi assento devi prenderti cura di loro! –
-Hai ragione papà, vado subito.-
Voleva restarsene da solo immerso nei suoi ricordi… chissà dov’era finita tutti questi anni questa sfera ma soprattutto chissà dov’era finito il piccolo John e tutte le attenzioni e l’affetto che cercava di dimostrargli nonostante lui non l’avesse mai potuto degnare di uno sguardo.
Certo, nella vita non gli era mancato nulla, o forse si.
Trascorse la notte immerso nei pensieri senza chiudere occhio, a cercare e ricercare nei suoi ricordi più profondi il perché questo piccolo oggetto e quel povero ragazzetto non l’avesse mai dimenticato nonostante non avesse mai potuto frequentarlo perché appartenente ad una classe povera, troppo povera rispetto a quella che pretendevano i suoi genitori… e perché allora, proprio ora che era riuscito a realizzarsi nel lavoro, in una bella dimora ed una famiglia non riprendeva in mano la sua vita? Eh, si quella sfera gli fece scattare il desiderio di partire alla ricerca di John, ovunque fosse stato, anche in capo al mondo.
Il mattino dopo non si presentò al lavoro, avvisò la sua segretaria che si sarebbe preso qualche giorno di ferie e si rinchiuse nella piccola biblioteca del paese a scrutare tra i tanti nomi noti se potesse apparire anche quello del suo amico poverello ma ricco di spirito e di arte… nulla.. proprio nulla che potesse portare a John Lane. Anche alla polizia ed all’ufficio anagrafe quel nome non dava coincidenza alcuna in città e nei dintorni. Giorno dopo giorno le ricerche si approfondivano fino a che decise di parlarne anche alla famiglia di questo suo desiderio di ritrovare traccia del suo passato per non dare adito a falsi preoccupanti pensieri sulle sue lunghe assenze e sul suo stato d’animo costantemente riflessivo e pensieroso, assorto.
Trascorsero i giorni uno dietro l’altro sempre più velocemente, il lavoro impegnava molto tempo, a volte troppo ma il tempo per le ricerche non terminava mai. Al mattino, alla sera dopo cena, per strada, tramite la rete internet… mille le immagini e i pensieri.. come sarebbe stato ora quel ragazzino? Lo avrebbe riconosciuto? Che fine avranno fatto tutte le sue mille doti e tutta la sua capacità di non avere nulla ma di saper donare una sfera, un sorriso, un saluto anche chi lo evitava?
Ormai aveva perduto le speranze, un anno di distanza dalle ricerche ed il nulla. Il suo lavoro e i suoi mille conoscenti avevano provato ad aiutarlo ma niente riportava al nome di John Lane.
Niente fino al giorno del suo compleanno. Era il dieci di maggio quando lo chiamarono a casa – Avv. Fransua de la Monne, suo figlio oggi non si è presentato a scuola…-
Di corsa abbandonò il lavoro senza spiegazione alcuna ed iniziò ad attraversare l’immensa città con angoscia. – Scusate, avete visto un bambino di 7 anni, piccolo, moro… - un no accennato con il capo, nessuno sapeva dire nulla nessuno voleva dire niente. Il panico la paura e poi la riflessione. Dove sarebbe scappato lui, trent’anni prima, se stanco dei suoi mille impegni o coinvolto dal desiderio di essere alla pari di tutti gli altri nessuno aveva mai tempo di porgergli ascolto?

Proprio là, sulla riva della Senna, laddove nessuno avrebbe potuto scovarlo, laddove John gli regalò di nascosto dal mondo quella sfera da riempire con tutti i propri desideri, quei desideri che si erano realizzati.. e mentre correva verso il fiume continuavano a balenargli la mente tutti gli errori che come genitore stava ripetendo ingiustamente con suo figlio.. certamente al piccolo Jack non mancava nulla ma allo stesso tempo non c’era mai tempo per l’affetto, per una parola e mai avrebbero permesso a qualche suo amico di una famiglia semplice e comune di venire a cena da loro… stava sbagliando tutto anche lui, ma non era tardi. Correva e le lacrime di rancore si mischiavano alla pioggia di fine primavera che improvvisamente rinfrescava la giornata. Ed ecco, sulla riva il piccolo Jack. Non era solo. Si avvicinò di corsa e subito aggredì malamente il signore che aveva al suo fianco:
-via di qui! Lasci stare mio figlio!-
Subito il povero signore si scostò dal piccolo e si scusò con Fransua cercando con la calma di fargli capire che era il piccolo a cercare lui, non il contrario. Proprio così, Jack aveva bisogno di qualcuno con cui parlare, qualcuno che lo potesse capire davvero e di cui fidarsi… non appena Fransua si calmò e fu abbastanza tranquillo da volgere lo sguardo negli occhi del signore una luce lo illuminò…
- Oddio, John! Sei tu??? È almeno un anno che ti cerco! Non ti ho più trovato ma mai dimenticato!!-
- Ma non sei cambiato, sei identico ai tuoi stessi genitori che tanto criticavi, facile fare il genitore eh? Ecco perché io scappai di casa presto, volevo la mia aria, la mia vita è questa, la natura, l’arte, l’alba ed il tramonto, il viaggio la libertà di essere ciò che sono!-
- Oh, John – si abbracciarono forte dopodichè Fransua realizzò le parole dell’amico…-come non mi avevi mai raccontato che fossi scappato di casa, io pensavo tu fossi orfano…-
- No, fratello mio, non sono mai stato orfano. Sono fuggito quando tu avevi solo 3 anni e piangendo mi regalasti la stessa sfera che io ti donai quando scoprii che i nostri genitori avrebbero potuto ritrovarmi….-
- Mio fratello, sei mio fratello! Me lo sentivo che c’era qualcosa di forte che ci teneva uniti!-
- Si, ed ora è proprio il mio nipotino, che mi ha ritrovato e di cui non riesco più a fare a meno-
- S’abbracciano tutti e tre e mentre scende la sera sulle rive del fiume ecco che interviene il piccolo jack…
- -papà, zio John può venire a cena da noi?-
- Non solo Amore, ma da oggi zio John verrà a vivere da noi-
- Yuppi!
Mentre le prime stelle si facevano notare nel cielo, le parole e i racconti erano infiniti. S’avvicinavano a casa mentre si rendevano conto di quanto la vita fosse bella e imprevedibile ma che l’amore e l’affetto, il valore della famiglia è l’unica vera cosa che da la felcità. Nient’altro. Ecco tutta la magia di una piccola sfera.

martedì 9 marzo 2010

Alpenboden - Twann - Geneve... grazie a tutti!!!!!!!




Tre giorni MERAVIGLIOSI!!! Che sogno... Svizzera ti adoroooo!!

giovedì 4 marzo 2010

Svizzera.. stiamo arrivando!



Solo semplice desiderio di staccare dalla quotidianità...
Stress... invidie e lavoro hanno fatto il loro gioco ora è il mio momento...
e mi sento felice dell'amore che ho e dono, della mia famiglia... di cuò che sono e della mia sfrenata ambizione... a presto...

venerdì 19 febbraio 2010

Facciamo tutto ciò che non si dovrebbe fare...

Salute: ecco i nostri errori più comuni

Pensando di fare qualcosa di utile alla nostra salute, spesso commettiamo invece errori che possono danneggiarla. Scopriamo quali.


Pulire le orecchie all’interno con i cotton-fioc Se leggete le indicazioni scritte sulle confezioni di cotton-fioc, scoprite con sorpresa che non si potrebbero usare per pulire il condotto uditivo, ma solo per il padiglione esterno. Inserire il cotton-fioc all’interno può causare piccole lesioni o spingere ancora più a fondo il cerume eventualmente presente.

Assumere farmaci scaduti La data di scadenza dei farmaci è approssimata per difetto, quindi assumere un farmaco a pochi giorni o settimane dopo la scadenza non dovrebbe avere effetti negativi, ma perché rischiare? Svuotate gli armadietti e gettate i farmaci scaduti negli appositi contenitori della spazzatura.


Mangiare carote per migliorare la vista Le carote contengono vitamina A, un componente utile per la salute degli occhi. Ma in caso di cali della vista, mangiare grandi quantità di carote è del tutto inutile. Può solo farvi diventare la pelle arancione per un po’.

Lavarsi i denti con troppo vigore I denti vanno lavati con lo spazzolino delicatamente, altrimenti il rischio di danneggiare gengive e smalto è concreto. L’equazione energia=pulizia è sbagliata.


Fare troppa attività fisica Andare oltre le nostre possibilità fisiche può causare più danni che benefici. Ci vogliono mesi di esercizio costante per aumentare i carichi atletici: non si può aumentare il carico di più del 10% a settimana.


Digiunare quando si ha la febbre L’adagio popolare vuole che se si ha un raffreddore bisogna mangiare in abbondanza e se si ha la febbre alta digiunare. Si tratta di una credenza senza alcun senso. Una corretta alimentazione aiuta a guarire prima e meglio.

Bere tanta acqua Bere acqua in continuazione anche se non si ha assolutamente sete è inutile e in molti casi dannoso. A meno di condizioni climatiche particolari e attività fisica, è sufficiente bere quando si prova lo stimolo della sete.



Fonte: Shmerling R. The Little Things We Do, and We Just Can't Stop - From twirling cotton swabs in our ears to starving a fever—habits with little purpose, and some that do harm.

Harvard Health Publications 2010.

lunedì 15 febbraio 2010

In una sera come tante, la paranoia sale...



Passato il mio primo esame magistrale mi ritrovo a saltare il secondo... che sia impreparata, svogliata, pensierosa... chi lo sa... fatto sta che purtroppo mi sono resa conto che non sono gli esami che ti insegnano a vivere e ancora meno lo studio...
Vivo d'emozioni rubate, si apparenze, di sogni.. ma tutto ciò basta?
Fa così bene nascondere le proprie fragilità con un sorriso o un po' di aggressività che non mi appartiene?
Più passano gli anni e meno sono realizzata... il problema vero è che la fallita convivenza mi ha distrutto... dov'è la Martina che conoscevo? Quella forte, che combatteva tutto e tutti che affrontava gli esami e la vita giorno dopo giorno?
La delusione... la fine di un lavoro tanto sognato, l'amore dato e mai ritornato... le milioni di domande che ti affliggono la mente in una notte come tante altre... a cercare di capire... di trovare una risposta sulle mille difficoltà, i mille difetti sempre troppo resi noti e i pochi pregi che molto pochi vedono...
e nella sensibilità di una sera come molte soffro per una morte ingiusta come per il ragazzo georgiano morto alle Olimpiadi e dal mondo dimenticato poco dopo... vale così tanto la vita di un atleta? Non abbastanza per fermare i bilioni spesi per uno spettacolo consumistico di immenso valore...
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ecco cosa vale la vita... no, non è un errore di battitura, mi spiace... il dio soldo domina il mondo ma per me, mi spiace, non vale lo stesso... come dicono i Pitura Freska "Ogni vita va rispettata, che venga da una reggia o che venga da una strada".. io di certo non vengo da una reggia, ma amo i miei pochi metri di camera condivisa con mia sorella e il mio piccolo appartamento che la mia meravigliosa famiglia ha saputo guadagnarsi... il problema è che se non sei figlio di qualcuno di famoso non puoi pretendere nulla... e non è vero che viene sempre premiata l'intelligenza sul mondo del lavoro... e neppure l'Amore spesso da amore... e mi sento paranoica a volte ad affrontare una vita invisibile... un numero fra i tanti... ma almeno so credere ai miei sogni e ai miei sentimenti, e purtroppo ho saputo anche credere a chi dei miei sentimenti ne ha fatto un bel gioco da mettere in mostra e cancellare, reset... ma mi devo fare forza e non smettere di sognare, gettarmi nelle piccole cose che mi danno davvero soddisfazione, lo studio, se ben investito, un bacio se dato con il cuore, un sorriso se fa stare bene un'altra persona... e tanto tempo con chi ti vuole bene davvero, perchè di te non sa fare a meno... Notte da una bambolina paranoica sognatrice...

Vancouver 2010, uno scandalo.

Non poteva cominciare in maniera peggiore la XXI Olimpiade invernale che ha aperto i battenti sabato scorso a Vancouver. Sulla storia di questi giochi olimpici invernali peserà come un macigno la morte dell'atleta georgiano Nodar Kumaritashvili, che ha perso la vita durante le prove della gara dello slittino. Una tragedia che secondo alcuni poteva essere evitata (per gli adetti ai lavori la pista era troppo pericolosa), ma che, a prescindere da ciò, ha lasciato troppo indifferenti sia il pubblico che il Cio. Il massimo organo sportivo internazionale, oltre le frasi di rito, non ha pensato minimamente di effettuare la cerimonia d'apertura in tono minore. Anzi, ha risolto la questione affermando che "si è trattato solo di un errore umano". Ed allora perchè, subito dopo la tragedia, il tracciato è stato modificato, spostando la partenza? Misteri che purtroppo non potranno trovare risposta, ma che sono l'ennesima dimostrazione di come non solo il calcio, ma anche tutto lo sport in genere, sia guidato (molto) dagli interessi economici e (poco) dalla passione e dalla pura voglia di gareggiare per il gusto di farlo. Ma, soprattutto, ancora meno, dalla sensibilità umana...

http://www.youreporter.it/video_Tragico_inizio_delle_Olimpiadi_muore_sullo_slittino_2

domenica 7 febbraio 2010

Mesi di studio ... studio ... studio...


AIUTOOO!
Studio, Studio, Studio, ... Filologia, Informatica, Storia della lingua e ancora studio... non ricordavo quest'ansia pre-esame, questa paura di non farcela, il vuoto degli ultimi minuti in cui seppure sei certo di aver studiato tutto e bene, e che ami l'argomento in questione hai paura di non farcela, di fare brutta figura, di essere rimandato... proprio all'inizio di una nuova laurea, all'inizio di una nuova esperienza... e come sempre gli esami sono anche questione di fortuna.. fortuna su ciò che chiederò il professore, fortuna su ciò che ricordi, fortuna... ne avrò abbastanza nelle tasche? so solo che mi sento esausta dallo studio ma mi aiuta a proseguire negli sforzi la piena consapevolezza che una "semplice" (così definita) triennale non porti da nessuna parte... e resto quella "semplice segretaria" che nei momenti di poca galanteria il capo persiste a nominarmi... una semplice segretaria che però fa girare documenti, pratiche, traduzioni, presentazioni, bandi di gara... come se non mi sentissi abbastanza con l'autostima sotto i piedi... allo stesso tempo sto imparando a credere in me stessa, ad essere immensamente felice per quanto la vita mi sta dando...
una famiglia meravigliosa che amo davvero dal profondo del cuore, un lavoro anche se sempre "a scadenza" un po' come gli alimenti... come se ogni 3, 6, 10, 12 mesi facessi la muffa... ma resta forte il desiderio di un abito bianco e di una maternità... desideri... sogni... e chi vivrà vedrà... intanto gli attimi passano e tra poco arriverà domani e sarà ancora davanti ad un altro esame... eh già perchè nella vita, gli esami, non finiscono mai!!
Un bacione a presto...

Piccoli ricordi del 2009

venerdì 5 febbraio 2010

Pensieri per il nuovo anno...


Diciamo che è iniziato da un bel po' ma mi sto facendo la pellaccia sulle esperienze che piano piano mi scivolano addosso...

E così mi devo mangiare la lingua quando mi accorgo di iniziare da pregiudizi inutili e scorretti mentre molte altre volte mi rendo conto di illudermi di quanto siano meravigliose certe persone rendermi conto del contrario...
Persone che ridono alle tue spalle, che fanno buon viso e cattivo gioco... e io che mi illudo che il mondo possa essere una fiaba rosa in cui si va d'amore e d'accordo e nessuno farebbe mai del male a nessuno...

Spesso mi dicono che sono troppo dolce, di sovente troppo ingenua, c'è chi mi ha dato della folle...
ma io non mi vergogno di quello che ho fatto, non cancello il numero di persone a cui ho voluto bene amichevolmente o amorevolmente, e sono capace di perdonare, di scusarmi e sono brava anche a sbagliare...

Non riesco a dare delle coordinate logiche a questo discorso mi volano davanti le maschere di Pirandello, il play in the play del mio amatissimo shakespeare e un desiderio incomprensibile di approfondire psicologie, tematiche e cause che portano a certi comportamenti...

Non mi resta che pensare, a poco più di un mese dall'inizio dell'anno e di fronte ad alcune piccole delusioni che ho ancora forza per sorridere e credere nelle fiabe e nei sogni perchè le persone in cui credo sono magiche e vere...

Per tutte coloro che amano godere del male degli altri rispondo...
Signori e Signore, si vive una volta sola e io vivo bene... quindi benvenuti nel mio palcoscenico!

Sir Oliver Skardy - Stella


Stella meravigliosa
Ho deciso di scriverti qualcosa
Perché so che tu la senti
Non lasciarla nell’aria altrimenti
Vedo in te quel che non ho mai veduto
Odo in te quel che non ho mai sentito
Non mescolo le carte
Non sono un imbroglione
È una parte di un momento di illusione
Non è un gioco d’azzardo il mio
Ma gioco puro come di un bambino o un Dio
Dove non c’è vincitore o perdente
E se lo fai va infinitamente
Refrain: Splendi per me
Non puoi scottarmi
Sei il mio tesoro, la luce dei miei occhi
Non lo sei di chi tesori ne ha già troppi
Regina senza corona
Nella roccia corre l’acqua più buona
E’ il bene più prezioso che dovrai tirare fuori
Attenta ai predatori di tesori
Sei la tempesta, sei l’arcobaleno
Pensieri colorati in un oceano sereno
Brilla nel sole sirena splendente
Mentre un delfino ti segue per sempre
E gioca con te come fosse il tuo re
Nel tuo mondo sommerso
il tuo salvagente
Refrain:
Come un baio galoppante
Su un passato che scompare un presente solo opaco
E un futuro da sperare
Sei il sole che mi accarezza
Una nuvola che porta brezza
Certezza di un ciclo lento
Tra le notti stellate e il vento
Ogni movimento è sapiente pazienza
E l'essenza ci darà presenza
Te ne andrai alle luci dell'alba
Tornerai sulle scie del tramonto
Mi troverai pronto lì ad ammirarti
Ti rifletterai finchè poi non riparti

giovedì 24 dicembre 2009

Buon Natale

Questa l'immagine che ha caratterizzato e sta tuttavia caratterizzando lo sfondo del mio Desktop al lavoro... Un micetto che con gli occhi sovrannaturali è incantato, malinconico, dolce o triste a seconda di quello che senti dentro di te, forte e inesorabile...
I gatti, quanto li adoro... sanno essere dolci, docili, sanno anche graffiare quando si sentono offesi, bistrattati, tremano al freddo impauriti, amano le coccole...
Tra una cosa e l'altra, lavorando all'infinito e trascorrendo poi il post lavoro in cyclette o tra un aperitivo con le amiche e due chiacchiere con i colleghi è volato un altro anno... Come sempre caratterizzato dal nucleo portante della mia vita.. l'AMORE....
E sono ancora sugli sci, una nuova stagione, la neve ha imbiancato il paesaggio che fino a poco tempo fa era gelido... E ancora Natale, le coccole, i regali... un pizzico di malinconia e di ricordi che sfuggono,così, con gli anni... E la vita prosegue mentre noto sempre più persone, uomini e donne, con gli occhi spenti di un entusiasmo che forse è un ricordo o forse non lo è mai stato...
Persone che dalla frenesia del lavoro e degli impegni si dimenticano delle cose più importanti, di quanto possa essere importante staccare un pochino, andare a trovare persone che di te hanno sempre bisgono...
La vita è vivere, è sorridere e in questo Natale sogno che chi non ha ancora trovato l'amore riesca ad avvicinarsi, chi fa morire l'entusiasmo possa ritrovarlo e farlo crescere come un bambino, passo dopo passo... mai lasciarsi stufare, mai lasciarsi stancare dalla vita... offre milioni di possibilità, intrighi e intrecci...
Insomma BUON NATALE A TUTTI, trascorretelo con chi vi vuole bene ma soprattutto sempre con un sorriso sincero, gli occhi lucidi e magari qualche sogno nel cassetto per l'anno che verrà.

Dillo pure che sei offeso ... un biglietto d'auguri molto particolare...

Dillo pure che sei offeso da chi distrugge un entusiasmo,
da chi prende a calci un cane, da chi è sazio e ormai si è arreso da tutta
la stupidità
chi si offende tradisce il patto con l'inutile omertà, rimane senza la
protezione del silenzio, dell'assenso, del "tanto dobbiamo sopravvivere qui
dentro". Quando vivere diventa un peso, quanto nei sondaggi il tuo parere non è
compreso, quando dire amore diventa sottinteso
quanto la mattina davanti al sole non sei più sorpreso..
Dillo pure che sei offeso dalle donne che non ridono, dagli uomini che non
piangono, dai bambini che non giocano, dai vecchi che non insegnano. Se hai
quancosa da dire dillo adesso. Non aspettare che ci sia un momento più
conveniente per parlare...

martedì 24 novembre 2009

Una delle migliori doti è l'umiltà...

Allora capii, dice Socrate, che veramente io ero il più sapiente perché ero l'unico a sapere di non sapere, a sapere di essere ignorante. In seguito quegli uomini, che erano coloro che governavano la città, messi di fronte alla loro pochezza presero ad odiare Socrate».

L'umiltà è la virtù dei forti, che pur sapendo migliorano e raffinano il loro sapere fingendo l'ignoranza. E per me è questa la forza delle persone, la modestia reale, l'umiltà la voglia di non sentirsi mai superiori ad altri coltivando comunque e sempre le proprie ambizioni. Avere sete di conoscere, curiosare, di vivere.

La tanto odiata filosofia delle superiori ora è parte integrante del mio vivere, del mio pensiero di tanti attimi in cui capisci come e quando è meglio comportarsi... e allora ammetto, alla Vostra domanda potrò sempre sembrare stupida o potrete considerarmi ignorante ma preferisco fingere di non sapere...

giovedì 5 novembre 2009

Melancholy


Desiderio inconfondibile di scrivere un post vuoto...
ricco di immagini che girano...
immagini in bianco o nero, sfocate... tristi...
una lacrima su un viso, una bimba triste...
riflessioni incomprensibili...
Ah, litigioso amore, o amore odiato, tutto quanto dal nulla fu creato?
Vanità seria, pesante leggerezza, disarmonico caos di forme belle...
Luce fieve dopo la tempesta, ricerca incondizionata della perfezione,
della completezza...
un miscuglio di sentimenti e pensieri pullulano ora la mia vita..
follia? magari... la pazzia dei giorni più giovani...
Sarà il desiderio d'estate, di calore, di sole...
di giornate spensierate...
Tutta colpa del mio orologio biologico che mi sta un po' distruggendo..
di sfrenati desideri...
pensoso pensiero...
Struggente desiderio...

Siamo così...


Ci fanno compagnia, certe lettere d'amore, parole che restano con noi,
e non andiamo via ma nascondiamo del dolore che scivola, lo sentiremo poi,
abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia è una mancata verità che prima o poi succederà
cambia il vento ma noi no, e se ci trasformiamo un po' è per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi,
siamo così è difficile spiegare certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche, ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro "si". In fretta vanno via della giornate senza fine, silenzi che familiarità,
e lasciano una scia le frasi da bambine che tornano, ma chi le ascolterà...
E dalle macchine per noi i complimenti dei playboy ma non li sentiamo più se c'è chi non ce li fa più cambia il vento ma noi no e se ci confondiamo un po' è per la voglia di capire chi non riesce più a parlare ancora con noi. Siamo così, dolcemente complicate, sempre più emozionate, delicate, ma potrai trovarci ancora quì nelle sere tempestose portaci delle rose nuove cose e ti diremo ancora un altro "si", è difficile spiegare certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui, con le nostre notti bianche, ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro "si"

giovedì 22 ottobre 2009

470 di mezz'estate...


Sono fatti tutti così gli uomini e l'amore...

Semplici e un po' banali
Io direi quasi prevedibili e sempre uguali
Sono fatti tutti così gli uomini e l'amore
Come vedi tanti aggettivi
Che si incollano su di noi
Dai che non siamo poi cattivi
Tu non sei niente male
Parli bene e mi sorprendi quando tiri forte
La tua moto dal motore che sento truccato
E va bene guidi tu che sei brava più di me
E io attendo che sia amore, sai
Ma io sono con te ogni giorno
Perché di te ho bisogno
Non voglio di più
Acqua e sale
Mi fai bere
Con un colpo mi trattieni il bicchiere
Ma fai male
Puoi godere se mi vedi in un angolo ore
Ed ore
Ore piene
Come un lago
Che se piove un po' di meno è uno stagno
Vorrei dire... Non conviene...
Sono io a pagare amore tutte le pene
Vedi divertirsi fa bene
Sento che mi rido dentro e questo non mi conviene
C'è qualcosa che non va non so dirti cosa
È la tua moto che sta giù
Che vorrei guidare io
O meglio averti qui vicino a me?
Ma io sono con te ogni giorno
Perché di te ho bisogno
Non voglio di più.
Acqua e sale
Mi fai bere
Con un colpo mi trattieni il bicchiere
Ma fai male
Puoi godere se mi vedi in un angolo ore e ore
Ore piene come un lago
Che se piove un po' di meno e uno stagno
Vorrei dire... Non conviene...
Sono io a pagare amore tutte le pene.

domenica 18 ottobre 2009

Primogento o secondogenito fa la differenza?


Pillole

· Il primogenito è il figlio che in positivo, ma anche in negativo, assorbe le inesperienze e l'improvvisazione dei genitori.
· Il secondogenito fa fatica a trovare un suo posto in famiglia e non riesce ad appartenere né al mondo dei grandi né a quello dei piccoli.
· La strada dell' ultimo nato è già stata spianata dai fratelli e lui si sente più liberi da vincoli e controlli.


E' l'ordine di nascita ad aver determinato in molti di noi le scelte fatte nella vita adulta in campi diversi come le relazioni sociali, il rapporto con il denaro o con il proprio fisico, la carriera lavorativa facendo nascere anche piccole ossessioni o rituali. Tutto ciò accade perché è proprio differenziandosi dai fratelli che si riesce a trovare un posto e la propria identità all'interno della famiglia.

Leggendo questo approfondimento potrai verificare personalmente se l'ordine di nascita ha influenzato davvero la tua vita.

IL PRIMOGENITO
E' il figlio che in positivo, ma anche in negativo, assorbe le inesperienze e l'improvvisazione dei genitori. E' considerato l'apripista ed è fra i fratelli quello che vive per primo tutte le tappe della vita da quella scolastica, a quella affettiva fino alla carriera lavorativa. Su di lui calano tutte le ansie e le insicurezze dei genitori che rivivono insieme al primogenito tutto il loro percorso di crescita. Emozioni, sentimenti ma anche insicurezze vengono espresse in modo appassionato e questo legame con i genitori rimarrà forte per tutta la vita. Il primogenito è solitamente un conservatore che mantiene e raccoglie tutte le tradizioni di famiglia ed è colui che nel lavoro e nello studio ha più successo poiché sente la considerazione che la famiglia ha su di lui in qualità di figlio maggiore. Se è maschio solitamente eredita l'attività del padre con il quale ha un rapporto molto stretto e lo considera un modello al quale ispirarsi. La sua infanzia però non è stata semplice poiché ha dovuto dividere l'amore dei genitori con altri fratelli e questa privazione lo ha fatto soffrire non poco; per tutta la vita cercherà l'apprezzamento e la stima di chi lo circonda proprio per la ricerca dell'amore sottratto. In amore farà coppia con un partner diplomatico e meno severo.

IL SECONDOGENITO
E' l'eterno mediatore nato quando i genitori avevano già un figlio da accudire, quindi più esperti ma anche con meno tempo da dedicare, e molto spesso con un terzo fratello in arrivo che toglie quel poco di attenzione che il secondogenito era riuscito a strappare. Fa fatica a trovare un loro posto nella famiglia e non riesce ad appartenere né al mondo dei grandi né a quello dei piccoli. La sua più grande dote, che sviluppa dividendosi tra fratello maggiore e fratello minore, è quella della versatilità e della diplomazia che lo aiuterà nella scelta del lavoro, spesso socialmente utile o comunque con una forte inclinazione psico-pedagogica.


Molti secondogeniti non riescono a trovare un partner e decidono di vivere con i genitori riscoprendo un rapporto che non sono mai riusciti ad approfondire da bambini oppure cercano presto di uscire di casa per trovare una loro identità. Solitamente il loro rapporto con la vita e le relazioni emotive si contrappone con le scelte e i comportamenti tenuti dal primogenito (se il primo è un ordinato lui sarà un disordinato e viceversa).


L'ULTIMO NATO
La strada dell'ultimo nato è già stata spianata dai fratelli e lui si sente più libero da vincoli e controlli. La sua vita è tutta in discesa e i piccoli di casa appaiono solari e rilassati. Essere il 'cucciolo' di famiglia può far scaturire comportamenti opposti e proprio per la voglia di mantenere questo privilegio alcuni si sottomettono al volere dei genitori diventando estremamente docili mentre altri esprimono una completa ribellione. L'occhio di mamma e papà ricade sempre sull'ultimo nato che rimarrà nel tempo il 'più piccolo' bisognoso di cure e di attenzioni. In alcuni di loro nasce il desiderio di scappare rifugiandosi in paesi stranieri per rimanere lontani dallo sguardo materno. Nel rapporto affettivo spesso richiede un partner che assecondi i suoi capricci un po' egocentrici. A volte sono proprio gli ultimi nati a non fare famiglia in quanto già largamente ripagati dall'affetto elargito da mamma,e papà e dai fratelli e questo li fa sentire in dovere di assistere i genitori anche quando saranno anziani.

QUANDO I FRATELLI SONO DUE
Il primogenito ha come unico rivale il secondo nato mentre quest'ultimo sogna perennemente di essere il solo oggetto di desiderio dei genitori. Tra i due si alternano sentimenti di rivalità e solidarietà poiché l'oggetto della gelosia è chiaro. Molto spesso la madre o il padre prendono sotto la loro ala protettrice il figlio che tende ad assomigliargli di più.

IL FIGLIO UNICO
Data la costante presenza genitoriale questi bambini sviluppano tardi il linguaggio oppure tendono a maturare velocemente la capacità di dialogo in quanto crescono circondati da adulti. Maturano lentamente decisioni autonome poiché sono spesso indottrinati da mamma e papà ma sviluppano un talento naturale per l'organizzazione e cercano un partner che anticipi le loro esigenze.

venerdì 16 ottobre 2009

Un valore importante, tanto.

Ci sono dei momenti nella vita in cui ti accorgi di quanto siano importanti per te le persone che ti circondano ogni giorno…
Quelle persone che sanno sostenerti, sanno sorriderti, sanno arrabbiarsi con te e tenerti il muso…
E poi l’imbarazzo di un sorriso di fronte a un riappacificarsi… proprio come i bambini…
La tenerezza, l’orgoglio, timidezza e l' imbarazzo…
Ed è proprio mentre sei arrabbiato, inorgoglito, teso che ti rendi conto di quanto ti possa mancare quella persona che in un attimo ti rattrista e con un sorriso riesce a farti stare meglio…
E senti meno il peso di ogni giorno…
E ti rendi conto che da solo vali poco ma se hai a fianco le persone giuste la vita ti sorride meglio, ti rende davvero importante…
Per questo nella vita è necessario saper perdonare, essere in grado di non prendersela per cose futili…
Ma anche capire che ad ogni conseguenza triste c’è una causa altrettanto triste… ad ogni conseguenza serena c’è una causa che ne ha scatenato la felicità…
Comunque vada grazie di esistere e di rendere la mia vita sempre migliore

mercoledì 14 ottobre 2009

Back from London 10 - 13 oct, 2009







What a Journey...




What a city...




I love English...




I love England...


lunedì 5 ottobre 2009

Salone Nautico di Genova


Due giorni di viaggio, due giorni di mare, due giorni di barca...
Un week end meraviglioso!
Besitos....

giovedì 1 ottobre 2009

Essere insegnanti nel 2009

Gli insegnanti, come i bambini, sono il prodotto di modelli di comportamenti eccessivamente aggressivi che nella società moderna sono predominanti. Nella scuola di oggi l’ordine e il rispetto delle regole sono diventati ingestibili. Per di più gli insegnanti si ritrovano di fronte a genitori sempre più incattiviti nei confronti dell’istituzione scolastica o incapaci di ammettere i limiti dei propri figli, e spesso devono gestire alunni maleducati e aggressivi. Le famiglie preferiscono colpevolizzare la scuola di fronte agli insuccessi dei figli, mentre bisognerebbe rientrare nell’ordine di idee che nella scuola lavorano professionisti dell’istruzione nei quali, per quanto riguarda la didattica, è necessario riporre la massima fiducia.

Gli studenti
I bambini e i ragazzini di oggi sono spesso prepotenti e maleducati, e i loro genitori anziché scoraggiare questi comportamenti e lavorare affinché a scuola ci sia un ambiente sereno, incentivano la ribellione. Tuttavia secondo molti insegnanti il comportamento dei giovani di oggi è solo un modo per stare al centro dell’attenzione, e i loro atteggiamenti non sono un modo per trasgredire le regole, ma una vera e propria ignoranza rispetto a quali siano le regole di comportamento che uno studente deve seguire. Si tratta semplicemente di ragazzi sregolati.

Relazione tra alunno e docente
Nella relazione con i docenti, gli alunni mancano di riconoscimento delle distanze e dell’asimmetria dei ruoli; faticano a dare del lei, anche perché non gli viene insegnato dai genitori ad avere rispetto per le persone più adulte. Spesso i giovani non hanno alcun timore verso l’autorità, ma una confidenza esagerata nella quale si manifesta l’estensione all’ambito delle relazioni scolastiche di un atteggiamento diffuso anche dall’esterno, e radicato nelle relazioni familiari. Infine manca la cura per gli oggetti comuni, arrivando fino ad atti di vero e proprio vandalismo; talvolta l’intento del ragazzo non è violentemente distruttivo, ma causato da una leggerezza e superficialità e dalla non coscienza dell’importanza del rispetto degli arredi scolastici.

Il ruolo degli insegnanti oggi
Per cercare di aiutare i giovani a crescere, il buon insegnante, oggi, non dovrebbe limitarsi a fare la lezione, ma sarebbe utile se cercasse di relazionarsi con i ragazzi. È importante concedere agli studenti di esprimersi, e non limitarsi a sorvegliare e giudicare, ma concedere spazio e tempo per ascoltare il loro dolore e il disagio. In questo modo si aiutano gli studenti a far fuoriuscire l’angoscia e gli si insegna a incanalare la rabbia e l’angoscia. In poche parole il professore dà un senso all’insegnamento e educa a vivere. Dal momento che i genitori sono sempre più confusi nel loro ruolo e trascurano certi insegnamenti ai figli, la scuola deve andare loro in aiuto, per costruire una società migliore

martedì 29 settembre 2009

27.09.2009 - AdDio Elisa P.

Ci sono momenti della vita che non puoi cambiare, ci sono attimi che non dimenticherai mai…
Ci sono persone che scopri quanto possano essere speciali troppo tardi, altre che avresti volute conoscerle meglio…
Ma la vita è un lampo, non guarda in faccia a nessuno e a niente, così come la morte che da un giorno all’altro può sorprenderti…e così ha fatto ingiustamente con te, facendoti soffrire e illudendoti per anni.. ma tu non hai mollato mai... fino alla fine... e sei stata grande...
Ed è per questo che si deve vivere la vita a mille, fregarmene dei pregiudizi e dei mille pensieri…
Evitare le liti, così come hai lasciato scritto te...
Non mi dimenticherò mai di te, nonostante non abbia mai avuto abbastanza tempo, nonostante sia cresciuta con te… poi la vita corre ed è già difficile stare dietro alle piccole cose quotidiane…
Ora sarai un angelo, in cielo, e sorveglierai la tua famiglia, che ha tanto bisogno di te…
Nonostante non sempre posso avertelo dimostrato ricordati che ti ho voluto bene…
AdDio Elisa, grazie per i momenti che mi hai dedicato.

mercoledì 23 settembre 2009

Febbre suina: gli 8 modi in cui sta cambiando la nostra società

La stagione fredda è ormai alle porte e con essa sale anche l'allarme influenza A, scatenata da un virus sulla cui pericolosità è ancora in corso un forte dibattito che sembra dividere gli epidemiologi di tutto il mondo. Molti cittadini la temono, altri ne sono indifferenti e altri ancora terrorizzati. Ciò che è certo è che il virus H1N1 della febbre suina ha modificato il nostro modo di vivere, viaggiare, interagire con gli altri e talvolta anche mangiare. Ecco gli 8 modi attraverso i quali la febbre suina ha cambiato la nostra società:
Rincorsa ai vaccini. Trascurati dalla maggior parte della popolazione durante gli anni scorsi, i vaccini contro l'influenza (non necessariamente suina) saranno letteralmente presi d'assalto in molti Paesi del mondo e vi ricorreranno individui di ogni età e ogni estrazione sociale. Modo di salutarsi. Il ricorso al bacio sulla guancia come gesto di saluto tra amici e parenti è letteralmente visto come un potenziale metodo di contagio e molti governi del mondo, come quelli di Spagna e Messico, hanno invitato i loro cittadini a evitare questa pratica a favore di una più sicura stretta di mano. Pratiche religiose. Il tradizionale bacio alla teca contenente le ampolle con il sangue di San Gennaro è stata bandita a Napoli a causa del rischio influenza A ma anche in altri Paesi del mondo sono si sono registrate restrizioni alle pratiche religiose. Durante le celebrazione del Ramadan, in Kuwait e Libano, è stato sconsigliato ai fedeli di abbracciarsi e ognuno di loro è stato invitato a recarsi in moschea con il proprio tappeto personale per la preghiera. Comportamento a scuola e al lavoro. Molte scuole e università di tutto il mondo sono pronte a chiudere nel caso di alta incidenza di influenza A tra gli studenti. Negli uffici pubblici e privati si raccomanda agli impiegati di rimanere a casa ai primi sintomi influenzali e si fornisce loro eventualmente tutto il materiale necessario per poter lavorare da casa. Restrizioni nel cibo. Nonostante l'influenza A non si trasmetta attraverso il cibo, diversi Paesi come l'Ucraina, la Cina e la Russia sono stati ad un passo dal bandire la carne di maiale proveniente dalle zone infette come gli Stati Uniti e il Messico. Larga parte dell'opinione pubblica si definisce inoltre scettica nel consumare carne di maiale nonostante le raccomandazioni di completa sicurezza fornite dagli esperti. Crisi del turismo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità insiste nel dichiarare che non esistono particolari restrizioni per chi intende viaggiare. Ciò nonostante, molti turisti hanno preferito cancellare i loro voli per il Messico e il noto sito di viaggi TripAdvisor.com ha fatto registrare un calo del 50% di prenotazioni di voli e hotel per questo Paese. Un mercato di precauzioni. L'allarme pandemia ha creato un commercio di oggetti e dispositivi, talvolta bizzarri, che promettono di scongiurare il rischio di pandemia. Oltre alle tradizionali mascherine per il viso e i saponi disinfettanti per le mani, in molte parti del mondo sono stati messi in vendita dei veri e propri kit anti-influenza contenenti divise protettive e anche antivirus per computer (nel caso di un improbabile attacco di febbre suina all'hardware). Incubo tosse e raffreddore. Tossire o starnutire in pubblico è divenuto un vero e proprio gesto capace di scatenare il terrore. Un simile gesto, specialmente se compiuto in aeroporto, è in grado di creare panico e far rifuggire molte persone attorno al soggetto raffreddato, magari colpito da un semplice attacco di allergia.

martedì 15 settembre 2009

Rientro dalle vacanze termali... che meraviglia...

Che settimana di pakkia!!!
Il camp Tahiti è stato molto interessante e rilassante... al di là della temperatura quasi autunnale alla sera è stato bello attraversare lido delle Nazioni, lido degli Estensi, Porto Garibaldi e Comacchio... poi i massaggi, i fanghi il giardino del benessere... che relax! Bello, davvero bello...
Grazie e tutti, soprattutto a mamma che mi ha regalato un'opportunità rilassante e indimenticabile...
Sette meravigliosi giorni e poi Imola... a piedi sul circuito in cui è morto Senna e in cui il GP fa grandi cose... a vedere moto vecchie e nuove... bello ....
Rinata e ritornata al lavoro in attesa di ottobre e della prossima vacanza...
A presto!

Michael Jackson, Mike Bongiorno, Patrick Swayze... AdDio miti d'infanzia...


Gli anni passano e i divi restano nel cuore... vedere le loro foto sul grande schermo e sentire la notizia della loro morte...
loro che ci hanno visto ballare come Michael, loro che ci hanno dato gocce di saggezza come Mike, loro che ci hanno fatto innamorare e piangere di fronte ai loro film, come Patrick... grazie per quello che mi avete dato e grazie per avermi fatto crescere ognuno in un piccolo mondo a colori diverso... i brividi a sentire le notizie delle loro scomparse... la voglia di crescere che scompare e la voglia di fermarsi in un mondo senza spazio e senza tempo... adDio, miei piccoli grandi eroi... grazie.


Miss Italia 2009: Maria Perrusi