giovedì 8 aprile 2010

Gordona, Chiavenna...

Sinceramente stento a crederci... Gordona, Chiavenna... il motivo della nascita di questo blog probabilmente, troppi ricordi di giorni indimenticabili... ed ora, tra poco più di 48 ore sarò li...
Non riesco a descrivere le sensazioni in un periodo come questo in cui molte delusioni sono state amare... ed ora lassù, poco sopra quel ramo del lago di Como, a pochi passi dalla Svizzera... a distanza ravvicinata con quello che fu un sogno di una maturità di mezz'estate...
A prestoooo



giovedì 1 aprile 2010

1 aprile = PESCE D'APRILE!

La Pasqua - Don Tonino Bello


Vorrei che potessimo liberarci dai macigni
che ci opprimono, ogni giorno:
Pasqua è la festa dei macigni rotolati.
E' la festa del terremoto.
La mattina di Pasqua le donne, giunte nell'orto,
videro il macigno rimosso dal sepolcro.
Ognuno di noi ha il suo macigno.
Una pietra enorme messa all'imboccatura dell'anima
che non lascia filtrare l'ossigeno,
che opprime in una morsa di gelo;
che blocca ogni lama di luce,
che impedisce la comunicazione con l'altro.
E' il macigno della solitudine, della miseria, della malattia,
dell'odio, della disperazione del peccato.
Siamo tombe alienate.
Ognuno con il suo sigillo di morte.
Pasqua allora, sia per tutti il rotolare del macigno,
la fine degli incubi, l'inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi
e se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro,
si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro accanto,
si ripeterà finalmente il miracolo che contrassegnò la resurrezione
di Cristo.

(don Tonino Bello)

martedì 30 marzo 2010

La febbre mette più KO gli uomini? Svelato il perché

Il classico comportamento maschile di cadere moribondi nel letto a causa di un semplice raffreddore potrebbe aver trovato una spiegazione in un articolo apparso sulla rivista Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, secondo il quale gli uomini con la febbre soffrono effettivamente in maniera maggiore rispetto alle donne.

Da un punto di vista evolutivo, spiegano i ricercatori della University of Cambridge, i maschi non hanno messo a punto un sistema di difesa naturale forte come quello delle donne, perciò essi sono più soggetti a malattie e infezioni, e tendono a soffrirne per più tempo. Nel corso dell’evoluzione, l’uomo ha adottato la strategia “vivi al massimo, muori giovane”, afferma l’autore della ricerca Olivier Restif. Per questo motivo, i maschi investono molte più energie nel mantenere l’abilità di riprodursi quando sono ammalati, piuttosto che combattere la malattia come fanno le donne. Questo aspetto è molto comune anche in molte specie animali.

Nel loro studio, i ricercatori hanno applicato un modello matematico ai vari fattori che hanno caratterizzato la storia evolutiva dell’uomo e della donna. Dai risultati è emerso che il vero sesso debole di fronte alle malattie è quello dell’uomo, probabilmente a causa delle differenze ormonali che distinguono i due sessi. “Gli uomini sono selezionati per diminuire le loro difese immunitarie e rimanere sessualmente attivi durante la malattia. D’altra parte, anche se gli uomini avessero un sistema immunitario abbastanza forte da sconfiggere l’infezione, essi tenderebbero a riammalarsi rapidamente”, conclude Olivier Restif. E in alcuni casi, questo è proprio quello che accade.

Fonte: Restif O and Amos W. The evolution of sex-specific immune defences.
Proc R Soc B; 24 marzo 2010. doi:10.1098/rspb.2010.0188

martedì 16 marzo 2010

Perchè le persone urlano quando sono arrabbiate?


Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
“Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?”
“Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro.

“Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore.
“Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti”
replicò un altro discepolo.
E il maestro tornò a domandare: “Allora non è possibile parlargli a voce bassa?”
Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.

Allora egli esclamò:
“Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati?
Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto.
Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare.
Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare
per sentirsi l’uno con l’altro.

D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate?
Loro non gridano, parlano soavemente.
E perché?
Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola.
A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano.
E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare,
basta guardarsi.
I loro cuori si intendono.
E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.”

Infine il pensatore concluse dicendo:
“Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino,
non dite parole che li possano distanziare di più,
perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta
che non incontreranno mai più la strada per tornare.”

fonte_http://jacktisana.wordpress.com/2007/05/15/perche-le-persone-gridano-quando-sono-arrabbiate/

mercoledì 10 marzo 2010

La vita è troppo breve per avere rimpianti.

Mon Refuge, Alpenboden 2010




Sci, slittino, neve e sole, stelle e luna, locali e Geneve, l' A1...
Sogno o son desta?
Notte notte :)

La sfera magica: la famiglia.

- Papà, papà! Guarda cos’ho trovato in soffitta! È una sfera magica!-
- Stai fermo, jack! Potrebbe essere pericolosa!- immediata la corsa sulle scale che portano al solaio, una stanza ricca di ricordi meravigliosi ma che non avevano colmato pienamente la sua vita … mentre saliva a due a due i gradini non riusciva a capire di cosa si trattasse… una sfera magica… - mah, i bambini… - mormorava tra sé e sé – hanno una fantasia incredibile. Una sfera magica! Sarà parte della mia vecchia collezione di biglie, oppure la mia vecchia pallina da baseball oppure… - i pensieri s’interruppero all’istante alla visione di quella sfera… ancora intatta ed in perfette condizioni. Il tempo e la polvere non l’avevano affatto deturpata. Fisso lo sguardo su quel piccolo oggetto apparentemente vuoto di significato ma che il suo stesso bambino l’aveva indicata come una sfera magica…
- Papà, stai bene?- replicò il piccolo Jack, preoccupato dallo sguardo assente del padre
– si, piccolo, torna a fare compagnia alla mamma ed al tuo piccolo fratellino. Sei un ometto ormai e quando mi assento devi prenderti cura di loro! –
-Hai ragione papà, vado subito.-
Voleva restarsene da solo immerso nei suoi ricordi… chissà dov’era finita tutti questi anni questa sfera ma soprattutto chissà dov’era finito il piccolo John e tutte le attenzioni e l’affetto che cercava di dimostrargli nonostante lui non l’avesse mai potuto degnare di uno sguardo.
Certo, nella vita non gli era mancato nulla, o forse si.
Trascorse la notte immerso nei pensieri senza chiudere occhio, a cercare e ricercare nei suoi ricordi più profondi il perché questo piccolo oggetto e quel povero ragazzetto non l’avesse mai dimenticato nonostante non avesse mai potuto frequentarlo perché appartenente ad una classe povera, troppo povera rispetto a quella che pretendevano i suoi genitori… e perché allora, proprio ora che era riuscito a realizzarsi nel lavoro, in una bella dimora ed una famiglia non riprendeva in mano la sua vita? Eh, si quella sfera gli fece scattare il desiderio di partire alla ricerca di John, ovunque fosse stato, anche in capo al mondo.
Il mattino dopo non si presentò al lavoro, avvisò la sua segretaria che si sarebbe preso qualche giorno di ferie e si rinchiuse nella piccola biblioteca del paese a scrutare tra i tanti nomi noti se potesse apparire anche quello del suo amico poverello ma ricco di spirito e di arte… nulla.. proprio nulla che potesse portare a John Lane. Anche alla polizia ed all’ufficio anagrafe quel nome non dava coincidenza alcuna in città e nei dintorni. Giorno dopo giorno le ricerche si approfondivano fino a che decise di parlarne anche alla famiglia di questo suo desiderio di ritrovare traccia del suo passato per non dare adito a falsi preoccupanti pensieri sulle sue lunghe assenze e sul suo stato d’animo costantemente riflessivo e pensieroso, assorto.
Trascorsero i giorni uno dietro l’altro sempre più velocemente, il lavoro impegnava molto tempo, a volte troppo ma il tempo per le ricerche non terminava mai. Al mattino, alla sera dopo cena, per strada, tramite la rete internet… mille le immagini e i pensieri.. come sarebbe stato ora quel ragazzino? Lo avrebbe riconosciuto? Che fine avranno fatto tutte le sue mille doti e tutta la sua capacità di non avere nulla ma di saper donare una sfera, un sorriso, un saluto anche chi lo evitava?
Ormai aveva perduto le speranze, un anno di distanza dalle ricerche ed il nulla. Il suo lavoro e i suoi mille conoscenti avevano provato ad aiutarlo ma niente riportava al nome di John Lane.
Niente fino al giorno del suo compleanno. Era il dieci di maggio quando lo chiamarono a casa – Avv. Fransua de la Monne, suo figlio oggi non si è presentato a scuola…-
Di corsa abbandonò il lavoro senza spiegazione alcuna ed iniziò ad attraversare l’immensa città con angoscia. – Scusate, avete visto un bambino di 7 anni, piccolo, moro… - un no accennato con il capo, nessuno sapeva dire nulla nessuno voleva dire niente. Il panico la paura e poi la riflessione. Dove sarebbe scappato lui, trent’anni prima, se stanco dei suoi mille impegni o coinvolto dal desiderio di essere alla pari di tutti gli altri nessuno aveva mai tempo di porgergli ascolto?

Proprio là, sulla riva della Senna, laddove nessuno avrebbe potuto scovarlo, laddove John gli regalò di nascosto dal mondo quella sfera da riempire con tutti i propri desideri, quei desideri che si erano realizzati.. e mentre correva verso il fiume continuavano a balenargli la mente tutti gli errori che come genitore stava ripetendo ingiustamente con suo figlio.. certamente al piccolo Jack non mancava nulla ma allo stesso tempo non c’era mai tempo per l’affetto, per una parola e mai avrebbero permesso a qualche suo amico di una famiglia semplice e comune di venire a cena da loro… stava sbagliando tutto anche lui, ma non era tardi. Correva e le lacrime di rancore si mischiavano alla pioggia di fine primavera che improvvisamente rinfrescava la giornata. Ed ecco, sulla riva il piccolo Jack. Non era solo. Si avvicinò di corsa e subito aggredì malamente il signore che aveva al suo fianco:
-via di qui! Lasci stare mio figlio!-
Subito il povero signore si scostò dal piccolo e si scusò con Fransua cercando con la calma di fargli capire che era il piccolo a cercare lui, non il contrario. Proprio così, Jack aveva bisogno di qualcuno con cui parlare, qualcuno che lo potesse capire davvero e di cui fidarsi… non appena Fransua si calmò e fu abbastanza tranquillo da volgere lo sguardo negli occhi del signore una luce lo illuminò…
- Oddio, John! Sei tu??? È almeno un anno che ti cerco! Non ti ho più trovato ma mai dimenticato!!-
- Ma non sei cambiato, sei identico ai tuoi stessi genitori che tanto criticavi, facile fare il genitore eh? Ecco perché io scappai di casa presto, volevo la mia aria, la mia vita è questa, la natura, l’arte, l’alba ed il tramonto, il viaggio la libertà di essere ciò che sono!-
- Oh, John – si abbracciarono forte dopodichè Fransua realizzò le parole dell’amico…-come non mi avevi mai raccontato che fossi scappato di casa, io pensavo tu fossi orfano…-
- No, fratello mio, non sono mai stato orfano. Sono fuggito quando tu avevi solo 3 anni e piangendo mi regalasti la stessa sfera che io ti donai quando scoprii che i nostri genitori avrebbero potuto ritrovarmi….-
- Mio fratello, sei mio fratello! Me lo sentivo che c’era qualcosa di forte che ci teneva uniti!-
- Si, ed ora è proprio il mio nipotino, che mi ha ritrovato e di cui non riesco più a fare a meno-
- S’abbracciano tutti e tre e mentre scende la sera sulle rive del fiume ecco che interviene il piccolo jack…
- -papà, zio John può venire a cena da noi?-
- Non solo Amore, ma da oggi zio John verrà a vivere da noi-
- Yuppi!
Mentre le prime stelle si facevano notare nel cielo, le parole e i racconti erano infiniti. S’avvicinavano a casa mentre si rendevano conto di quanto la vita fosse bella e imprevedibile ma che l’amore e l’affetto, il valore della famiglia è l’unica vera cosa che da la felcità. Nient’altro. Ecco tutta la magia di una piccola sfera.

martedì 9 marzo 2010

Alpenboden - Twann - Geneve... grazie a tutti!!!!!!!




Tre giorni MERAVIGLIOSI!!! Che sogno... Svizzera ti adoroooo!!

giovedì 4 marzo 2010

Svizzera.. stiamo arrivando!



Solo semplice desiderio di staccare dalla quotidianità...
Stress... invidie e lavoro hanno fatto il loro gioco ora è il mio momento...
e mi sento felice dell'amore che ho e dono, della mia famiglia... di cuò che sono e della mia sfrenata ambizione... a presto...

venerdì 19 febbraio 2010

Facciamo tutto ciò che non si dovrebbe fare...

Salute: ecco i nostri errori più comuni

Pensando di fare qualcosa di utile alla nostra salute, spesso commettiamo invece errori che possono danneggiarla. Scopriamo quali.


Pulire le orecchie all’interno con i cotton-fioc Se leggete le indicazioni scritte sulle confezioni di cotton-fioc, scoprite con sorpresa che non si potrebbero usare per pulire il condotto uditivo, ma solo per il padiglione esterno. Inserire il cotton-fioc all’interno può causare piccole lesioni o spingere ancora più a fondo il cerume eventualmente presente.

Assumere farmaci scaduti La data di scadenza dei farmaci è approssimata per difetto, quindi assumere un farmaco a pochi giorni o settimane dopo la scadenza non dovrebbe avere effetti negativi, ma perché rischiare? Svuotate gli armadietti e gettate i farmaci scaduti negli appositi contenitori della spazzatura.


Mangiare carote per migliorare la vista Le carote contengono vitamina A, un componente utile per la salute degli occhi. Ma in caso di cali della vista, mangiare grandi quantità di carote è del tutto inutile. Può solo farvi diventare la pelle arancione per un po’.

Lavarsi i denti con troppo vigore I denti vanno lavati con lo spazzolino delicatamente, altrimenti il rischio di danneggiare gengive e smalto è concreto. L’equazione energia=pulizia è sbagliata.


Fare troppa attività fisica Andare oltre le nostre possibilità fisiche può causare più danni che benefici. Ci vogliono mesi di esercizio costante per aumentare i carichi atletici: non si può aumentare il carico di più del 10% a settimana.


Digiunare quando si ha la febbre L’adagio popolare vuole che se si ha un raffreddore bisogna mangiare in abbondanza e se si ha la febbre alta digiunare. Si tratta di una credenza senza alcun senso. Una corretta alimentazione aiuta a guarire prima e meglio.

Bere tanta acqua Bere acqua in continuazione anche se non si ha assolutamente sete è inutile e in molti casi dannoso. A meno di condizioni climatiche particolari e attività fisica, è sufficiente bere quando si prova lo stimolo della sete.



Fonte: Shmerling R. The Little Things We Do, and We Just Can't Stop - From twirling cotton swabs in our ears to starving a fever—habits with little purpose, and some that do harm.

Harvard Health Publications 2010.

lunedì 15 febbraio 2010

In una sera come tante, la paranoia sale...



Passato il mio primo esame magistrale mi ritrovo a saltare il secondo... che sia impreparata, svogliata, pensierosa... chi lo sa... fatto sta che purtroppo mi sono resa conto che non sono gli esami che ti insegnano a vivere e ancora meno lo studio...
Vivo d'emozioni rubate, si apparenze, di sogni.. ma tutto ciò basta?
Fa così bene nascondere le proprie fragilità con un sorriso o un po' di aggressività che non mi appartiene?
Più passano gli anni e meno sono realizzata... il problema vero è che la fallita convivenza mi ha distrutto... dov'è la Martina che conoscevo? Quella forte, che combatteva tutto e tutti che affrontava gli esami e la vita giorno dopo giorno?
La delusione... la fine di un lavoro tanto sognato, l'amore dato e mai ritornato... le milioni di domande che ti affliggono la mente in una notte come tante altre... a cercare di capire... di trovare una risposta sulle mille difficoltà, i mille difetti sempre troppo resi noti e i pochi pregi che molto pochi vedono...
e nella sensibilità di una sera come molte soffro per una morte ingiusta come per il ragazzo georgiano morto alle Olimpiadi e dal mondo dimenticato poco dopo... vale così tanto la vita di un atleta? Non abbastanza per fermare i bilioni spesi per uno spettacolo consumistico di immenso valore...
€€€€€€€€€€€€€€ $$$$$$$$$$$$$$ $€€€€€€€€€€$€$€$€$
ecco cosa vale la vita... no, non è un errore di battitura, mi spiace... il dio soldo domina il mondo ma per me, mi spiace, non vale lo stesso... come dicono i Pitura Freska "Ogni vita va rispettata, che venga da una reggia o che venga da una strada".. io di certo non vengo da una reggia, ma amo i miei pochi metri di camera condivisa con mia sorella e il mio piccolo appartamento che la mia meravigliosa famiglia ha saputo guadagnarsi... il problema è che se non sei figlio di qualcuno di famoso non puoi pretendere nulla... e non è vero che viene sempre premiata l'intelligenza sul mondo del lavoro... e neppure l'Amore spesso da amore... e mi sento paranoica a volte ad affrontare una vita invisibile... un numero fra i tanti... ma almeno so credere ai miei sogni e ai miei sentimenti, e purtroppo ho saputo anche credere a chi dei miei sentimenti ne ha fatto un bel gioco da mettere in mostra e cancellare, reset... ma mi devo fare forza e non smettere di sognare, gettarmi nelle piccole cose che mi danno davvero soddisfazione, lo studio, se ben investito, un bacio se dato con il cuore, un sorriso se fa stare bene un'altra persona... e tanto tempo con chi ti vuole bene davvero, perchè di te non sa fare a meno... Notte da una bambolina paranoica sognatrice...

Vancouver 2010, uno scandalo.

Non poteva cominciare in maniera peggiore la XXI Olimpiade invernale che ha aperto i battenti sabato scorso a Vancouver. Sulla storia di questi giochi olimpici invernali peserà come un macigno la morte dell'atleta georgiano Nodar Kumaritashvili, che ha perso la vita durante le prove della gara dello slittino. Una tragedia che secondo alcuni poteva essere evitata (per gli adetti ai lavori la pista era troppo pericolosa), ma che, a prescindere da ciò, ha lasciato troppo indifferenti sia il pubblico che il Cio. Il massimo organo sportivo internazionale, oltre le frasi di rito, non ha pensato minimamente di effettuare la cerimonia d'apertura in tono minore. Anzi, ha risolto la questione affermando che "si è trattato solo di un errore umano". Ed allora perchè, subito dopo la tragedia, il tracciato è stato modificato, spostando la partenza? Misteri che purtroppo non potranno trovare risposta, ma che sono l'ennesima dimostrazione di come non solo il calcio, ma anche tutto lo sport in genere, sia guidato (molto) dagli interessi economici e (poco) dalla passione e dalla pura voglia di gareggiare per il gusto di farlo. Ma, soprattutto, ancora meno, dalla sensibilità umana...

http://www.youreporter.it/video_Tragico_inizio_delle_Olimpiadi_muore_sullo_slittino_2

domenica 7 febbraio 2010

Mesi di studio ... studio ... studio...


AIUTOOO!
Studio, Studio, Studio, ... Filologia, Informatica, Storia della lingua e ancora studio... non ricordavo quest'ansia pre-esame, questa paura di non farcela, il vuoto degli ultimi minuti in cui seppure sei certo di aver studiato tutto e bene, e che ami l'argomento in questione hai paura di non farcela, di fare brutta figura, di essere rimandato... proprio all'inizio di una nuova laurea, all'inizio di una nuova esperienza... e come sempre gli esami sono anche questione di fortuna.. fortuna su ciò che chiederò il professore, fortuna su ciò che ricordi, fortuna... ne avrò abbastanza nelle tasche? so solo che mi sento esausta dallo studio ma mi aiuta a proseguire negli sforzi la piena consapevolezza che una "semplice" (così definita) triennale non porti da nessuna parte... e resto quella "semplice segretaria" che nei momenti di poca galanteria il capo persiste a nominarmi... una semplice segretaria che però fa girare documenti, pratiche, traduzioni, presentazioni, bandi di gara... come se non mi sentissi abbastanza con l'autostima sotto i piedi... allo stesso tempo sto imparando a credere in me stessa, ad essere immensamente felice per quanto la vita mi sta dando...
una famiglia meravigliosa che amo davvero dal profondo del cuore, un lavoro anche se sempre "a scadenza" un po' come gli alimenti... come se ogni 3, 6, 10, 12 mesi facessi la muffa... ma resta forte il desiderio di un abito bianco e di una maternità... desideri... sogni... e chi vivrà vedrà... intanto gli attimi passano e tra poco arriverà domani e sarà ancora davanti ad un altro esame... eh già perchè nella vita, gli esami, non finiscono mai!!
Un bacione a presto...

Piccoli ricordi del 2009

venerdì 5 febbraio 2010

Pensieri per il nuovo anno...


Diciamo che è iniziato da un bel po' ma mi sto facendo la pellaccia sulle esperienze che piano piano mi scivolano addosso...

E così mi devo mangiare la lingua quando mi accorgo di iniziare da pregiudizi inutili e scorretti mentre molte altre volte mi rendo conto di illudermi di quanto siano meravigliose certe persone rendermi conto del contrario...
Persone che ridono alle tue spalle, che fanno buon viso e cattivo gioco... e io che mi illudo che il mondo possa essere una fiaba rosa in cui si va d'amore e d'accordo e nessuno farebbe mai del male a nessuno...

Spesso mi dicono che sono troppo dolce, di sovente troppo ingenua, c'è chi mi ha dato della folle...
ma io non mi vergogno di quello che ho fatto, non cancello il numero di persone a cui ho voluto bene amichevolmente o amorevolmente, e sono capace di perdonare, di scusarmi e sono brava anche a sbagliare...

Non riesco a dare delle coordinate logiche a questo discorso mi volano davanti le maschere di Pirandello, il play in the play del mio amatissimo shakespeare e un desiderio incomprensibile di approfondire psicologie, tematiche e cause che portano a certi comportamenti...

Non mi resta che pensare, a poco più di un mese dall'inizio dell'anno e di fronte ad alcune piccole delusioni che ho ancora forza per sorridere e credere nelle fiabe e nei sogni perchè le persone in cui credo sono magiche e vere...

Per tutte coloro che amano godere del male degli altri rispondo...
Signori e Signore, si vive una volta sola e io vivo bene... quindi benvenuti nel mio palcoscenico!

Sir Oliver Skardy - Stella


Stella meravigliosa
Ho deciso di scriverti qualcosa
Perché so che tu la senti
Non lasciarla nell’aria altrimenti
Vedo in te quel che non ho mai veduto
Odo in te quel che non ho mai sentito
Non mescolo le carte
Non sono un imbroglione
È una parte di un momento di illusione
Non è un gioco d’azzardo il mio
Ma gioco puro come di un bambino o un Dio
Dove non c’è vincitore o perdente
E se lo fai va infinitamente
Refrain: Splendi per me
Non puoi scottarmi
Sei il mio tesoro, la luce dei miei occhi
Non lo sei di chi tesori ne ha già troppi
Regina senza corona
Nella roccia corre l’acqua più buona
E’ il bene più prezioso che dovrai tirare fuori
Attenta ai predatori di tesori
Sei la tempesta, sei l’arcobaleno
Pensieri colorati in un oceano sereno
Brilla nel sole sirena splendente
Mentre un delfino ti segue per sempre
E gioca con te come fosse il tuo re
Nel tuo mondo sommerso
il tuo salvagente
Refrain:
Come un baio galoppante
Su un passato che scompare un presente solo opaco
E un futuro da sperare
Sei il sole che mi accarezza
Una nuvola che porta brezza
Certezza di un ciclo lento
Tra le notti stellate e il vento
Ogni movimento è sapiente pazienza
E l'essenza ci darà presenza
Te ne andrai alle luci dell'alba
Tornerai sulle scie del tramonto
Mi troverai pronto lì ad ammirarti
Ti rifletterai finchè poi non riparti