mercoledì 29 settembre 2010

Consigli super importanti da THE BIG KAHUNA

Vi lascio ora un monologo che sta popolando in facebook, nelle catene di sant'antonio via e-mail, un monologo importante e che sembra seguire la filosofia giovanile odierna.. consigli importantissimi che mi aiuteranno a crescere anche se il problema è il solito... non voglio crescere!!! Vorrei essere come Peter Pan!!

video

venerdì 24 settembre 2010

Il Diavolo veste Prada - a volte veste anche CK

E' passato davvero poco tempo dall'ultimo momento in cui mi sentivo davvero serena ed entusiasta perchè ultimamente più faccio del bene e più mi sento bene.
Se qualcuno è in difficoltà oppure ha bisogno d'aiuto devo proprio dirlo...

FARE DEL BENE FA STARE BENE.

E, credetemi non è un gioco di parole.

Peccato che, già dalla tarda mattinata di oggi qualche collega mi abbia fatto abbuiare un po' ... persone di cui a volte ti fidi e confidi ma che ti tengono fuori dal loro giro e ti fanno del male, sparlando di te con i responsabili... però poco fa grazie all'Orsetto Filante, centro dei miei sfoghi e qualche saggia collega sono riuscita a riprendere fiato e capire che la vita è fatta di cose ben peggiori e prima o poi le persone valide vengono a galla come le verità. Le altre invece affondano nelle loro piccolezze... saggia anche ( e soprattutto) la mamma!

giovedì 23 settembre 2010

Pensieri sull'Amore

And love, is not the easy thing,
the only baggage you can bring,
is all that you can't leave behind"

"L'amore, non è cosa facile,
E' l'unico bagaglio che puoi portare,
è tutto ciò che non puoi lasciarti alle spalle"
(U2)

Cosa fare per farsi lasciare_o cosa NON fare per una storia alla perfezione!

Cerca di cambiarlo
E' un errore che le donne commettono molto spesso. Vogliono cercare a tutti i costi di cambiare il proprio partner e, magari, trasformarlo nel loro ideale principe azzurro. Difficilmente il tuo lui lo sopporterà. Quindi, se vuoi che ti lasci, fai scattare un Ptu, un Piano di trasformazione uomini! Paragonalo ai vostri amici maschi, criticalo spesso, chiedigli l'impossibile, pretendi da lui atteggiamenti e modi di fare che non gli appartengano. Oltre ad essere pigro, l'uomo è anche un essere molto orgoglioso. Non resisterà a lungo!

Fai tutto con lui
Non lasciargli alcun margine di autonomia. Marcalo stretto. Fai tutto insieme a lui. Gli piace vedere le partite allo stadio? Accompagnalo anche se odi il football. Va in palestra? Seguilo e magari ricordagli, pari passo, le tabelle dei suoi esercizi. Insomma, non lasciarlo mai solo e condividi ogni esperienza, anche la più insignificante, con lui. Elimina poco alla volta tutti gli altri contatti sociali e, quando proprio non puoi essere con la tua dolce metà, telefonagli spesso. E' matematico: non potrà fare a meno di liberarsi di te!

Diventa la sua crocerossina Fai in modo che non abbia neanche il tempo di esprimere un desiderio.Tu glielo avrai già esaudito! Così si comporta la crocerossina, che vizia all'inverosimile il suo partner. In questo modo, anche inconsapevolmente, la donna cerca di rendersi indispensabile al suo uomo creando un rapporto di dipendenza. Invece, lui incomincerà a sviluppare un senso di colpa insanabile perché mai sarà in grado di sdebitarsi di tutte le attenzioni ricevute. Da questa frustrazione spesso scaturisce aggressività. Un'aggressività che induce sistematicamente gli uomini a disfarsi delle donne-sante.

Lamentati all'infinito Non ti va mai bene nulla. I tuoi gusti sono difficili da interpretare e più che mai mutabili. Disorientalo fino ad estenuarlo: qualunque cosa faccia, è sempre quella sbagliata. Gli uomini odiano le bisbetiche, e tu non sei certo domabile! Sii isterica, dai la colpa alla sindrome premestruale, non cercare di controllare i tuoi sbalzi di umore ma finalmente lasciali sfogare. Così, senza che tu faccia il minimo sforzo, stai sicura che è fatta! La pazienza degli uomini non è certo infinita. Lui, stanne certa, getterà la spugna!

Disturbagli il sonno Dopo una giornata di duro lavoro e l'accoglienza da anti-geisha che gli riserverai, non vedrà l'ora di recuperare le energie con un lungo sonno rigenerante. Ma a questo punto, scatterà la tua spietata strategia contro il sonno. Ti lamenterai per una zanzara che non ti lascia dormire, continuerai indefessamente a rigirarti nel letto, ti ricorderai improvvisamente di quella tal questione di cui dovete discutere con urgenza. Logorato da una serie di notti in bianco, ti metterà alla porta!

Controllalo sempre Continue telefonate, visite a sorpresa, furtive (non fino al punto che non se ne accorga) occhiate al suo cellulare e alla sua posta elettronica. Sono solo alcune delle molteplici incursioni che puoi mettere in atto per invadere senza alcun rispetto la sua privacy. Si sentirà braccato, oggetto della tua smisurata sfiducia. Gli uomini odiano essere spiati alle spalle. E,nemmeno il tuo partner, potrà sopportarti tanto!

Sfiniscilo con le parole Sommergilo di parole come se fossero un fiume in piena. Parlagli sempre, di qualunque argomento, soprattutto di quelli più insignificanti. Probabilmente, dopo un po', staccherà la spina e, se è furbo, farà solo finta di ascoltarti. A questo punto cerca di interagire con lui, cogliendolo in fallo quando dimostrerà di non avere seguito fino in fondo il filo dei tuoi discorsi. Ecco quindi che partiranno le tue lamentele e varie prediche sul fatto che non ti ascolta mai. Non ti reggerà oltre!

Inibiscilo sessualmente L'orgoglio sessuale è un tasto estremamente sensibile nell'universo maschile. Se vuoi essere più soft, senza offenderlo, basta centellinare (anche con ricatti) i rapporti sessuali o renderli quasi impossibili. Se desideri invece colpirlo pesantemente, fagli capire che non è un amante irresistibile e che non sa darti piacere. Seancora non sarà capitolato (quasi impossibile), inizia a paragonarlo ai tuoi partner precedenti, lasciando intendere che erano più machi di lui. Non ti vorrà più vedere!

Ossessionalo con la mania dell'ordine La casa è appena stata pulita e riordinata. Non gli permetterai di fare il minimo movimento per mettersi comodo e a suo agio. Guai se non rimette subito gli oggetti nel posto in cui li ha trovati. Una scenata è in agguato ogni volta che non collabora alle pulizie domestiche. E, se noti un po' di polvere sulla sua scrivania, non c'è nulla di meglio che darsi da fare proprio quando lui decide di accomodarsi davanti al suo computer. Ossessionalo con le tue manie di igiene. Ti butterà presto fuori di casa o, se è lui l'ospite, non troverai più traccia delle sue orme sul parquet!

Coinvolgilo nelle tue fisse esoteriche Ma l'avete mai visto un uomo che accompagna la sua partner da una chiromante? Che l'ascolta mentre lei le spiega il loro oroscopo di coppia? Che è obbligato a frequentare l'ultimo corso di tantra? Di fronte a eventuali interessi metafisici gli uomini, di solito molto più concreti, rimangono inebetiti e faticano a seguire le loro compagne. Se poi tra di voi si frappone un guro o una guida spirituale che magari detta legge su come e dove fare sesso, metterai i suoi nervi a dura prova. Quando inevitabilmente arriverà il suo ultimatum, non potrai che"sconsolatamente" accettare la fine della vostra storia.

Aveva disturbi alla vista e scopre un verme nel suo occhio: si nutriva della retina


Un uomo dell’Iowa ha scoperto la presenza di un insospettabile intruso nel suo occhio. Un piccolo parassita, un verme, stava letteralmente mangiando la retina del suo bulbo sinistro ed è stata necessaria una delicata operazione chirurgica per rimuoverlo. Continua a leggere questa notizia
Foto/Video correlati
L'occhio di John Matthews, la freccia indica il verme (screenshot da CBSNEWS.com)
Ingrandisci immagine .(Per approfondire clicca qui)

«TENTAVA DI SCHIVARE IL LASER» - Tutto è iniziato quando John Matthews ha notato due punti neri che si ingrandivano oscurandogli la vista. Dopo diverse analisi, i medici hanno capito qual era il suo problema. «Sono entrati e mi hanno detto, "Ti è entrato un verme nell’occhio"», ha raccontato Matthews. I medici hanno subito portato il paziente in sala operatoria e gli hanno sparato un fascio di luce laser nel bulbo oculare per uccidere il verme. «Potevo vederlo da dietro, mentre si muoveva e tentava di schivare il laser», ha detto Matthews.

IL REALITY «MOSTRI DENTRO ME» (Per approfondire clicca qui) - È stata quindi necessaria una seconda dose di raggi laser per eliminare il «mostro». Il corpo di Matthews ora sta assorbendo i resti del verme, ma il danno che ha provocato alla sua retina è permanente. L’uomo può essere stato infettato in Messico o andando a caccia di tacchini. Ma la cosa più curiosa dell’intera vicenda è che sulla storia di Matthews è stata girata una puntata del reality della tv Usa «Monsters Inside Me», che significa «mostri dentro me».

LUNGHI FINO A UN METRO - Come spiega Aldo Zullini, professore di Zoologia della Bicocca, intervistato da Ilsussidiario.net, i vermi che possono penetrare negli occhi delle persone si chiamano «nematodi»: «Il primo tipo è il Loa, che può portare alla cecità ed è trasmesso dai tafani. Il Loa si può vedere a occhio nudo sotto la palpebra di uomini e scimmie», e può raggiungere la lunghezza di un metro. Una seconda specie è quella dell’Onchocerca, che - come rivela sempre Zullini - «è trasmessa dai moscerini. Questi "vermi" si ammassano sotto la pelle e negli occhi causando la cecità».

LETALI ANCHE IN ITALIA -Alcuni nematodi sono presenti anche in Italia e possono portare alla morte. «Tra questi gli Ascaris - sottolinea Zullini -, che sono lunghi fino a 30 centimetri e sono in grado di riprodursi all’infinito. Ci fu il caso di un paziente italiano che ne aveva diverse centinaia nell’apparato digerente ed è morto di blocco intestinale».

Per approfondire visita IlSussidiario.net

martedì 21 settembre 2010

Il segreto per vivere felici? Una dieta a base di pochi grassi, un quarto d'ora al giorno di ginnastica e tante risate liberatorie. Lo rivela uno stud


Diceva Charlie Chaplin che "un giorno senza sorriso è un giorno perso".

È stato scientificamente dimostrato quanto l'allegria faccia bene non solo all'animo, ma persino a salute e intelletto: una risata, infatti, non ci seppellirà, ma ci salverà (letteralmente) la vita.
Partendo dal cuore.

E' ciò che afferma il Professor Michael Miller, Direttore del Centro di Cardiologia Preventiva dell'Università del Maryland, il quale ha provato che due ore di risate davanti a un film comico hanno lo stesso potenziale benefico di una seduta di ginnastica.
Inoltre ha dimostrato che una vigorosa risata innalza i livelli delle immonoglobine A, con ottime conseguenze sul sistema immunitario e sull'aspetto fisico.

La sua ricetta magica?


"Una dieta fatta di pochi grassi, un quarto d'ora al giorno di ginnastica e tante risate liberatorie".


Certamente la pensano così le migliaia di persone che seguono la French School of Laughter, fondata e diretta da Corinne Cosseron, scuola dove, tra iniezioni di positività e session di Hasya Yoga si imparano i segreti del buon vivere.

Non ci si stupisca allora, se, persino in quel ritrovo di luminari qual è la prestigiosa Università Sorbona di Parigi, ci si sbellica dalle risate. Chiaramente a fin di studio. E' nata qui, infatti, la prima Università della risata, "une Sorbonne Drolatique" com'è stata ribattezzata: un corso sull'importanza del riso come strumento per migliorare la società.

Per farsi una cultura della risata si può cominciare all'Ecole Française du Rire et du Bien-Etre, dove, oltre ai corsi, ci sono seminari, workshop ed eventi (www.ecolederire.org) che insegnano a prendere la vita senza stress. Tra le lezioni, da segnalare c'è la Laughter Therapy, una sorta di psicologia ludica, composta da un mix dello yoga della risata di Kataria, la psicologia di Steve Wilson, fondamenti di clown-terapia e la metodologia del buonumore di Annette Goodheart.
Si studia all'Institut National de Formation, INFIPP, di Lione (www.infipp.com).



da Beauty IN Vogue, giugno 2005

Addio Sandra Mondaini... ora sarai con il tuo Raimondo..


Sandra Mondaini è morta a 79 anni. Il decesso è avvenuto questa mattina poco prima delle 13 all'ospedale San Raffaele di Milano. Era ricoverata da dieci giorni. Continua a leggere questa notizia

Dopo la morte del marito e compagno di una vita Raimondo Vianello, scomparso in aprile, aveva subito un periodo difficile durante il quale si è temuto più volte per la sua salute. Nei cinque mesi successivi al funerale era stata ricoverata numerose volte.

Sandra era nata l'1 settembre del 1931. Attrice comica, conduttrice televisiva ma soprattutto compagna di una vita di Raimondo Vianello, ha conosciuto il primo grande successo televisivo nel 1961 con 'Canzonissima'. Da allora ha accompagnato la storia delle tv italiana, fino al celebre 'Casa Vianello' raccontando la vita coniugale con sketch in bilico tra finzione e realtà. La sit-com è stata lanciata nel 1988 e per anni è stato un appuntamento fisso sulle reti Mediaset.

Appuntamenti con l'arte: da Dalì a Monet e Matisse

Il sogno si avvicina
Dal 22 settembre al 30 gennaio 2011 presso il Palazzo Reale di Milano
La mostra dedicata al grande ed eclettico artista spagnolo è l’evento che chiuderà l'anno delle esposizioni meneghine. A partire dal 22 settembre, infatti, il Palazzo Reale di Milano ospiterà la mostra dal titolo Il sogno si avvicina nata con l’intento di indagare il rapporto del grande artista spagnolo con il paesaggio, il sogno e il desiderio. Nel percorso della mostra sarà fruibile il cortometraggio Destino di Salvador Dalì e Walt Disney, mai proiettato prima in Italia e al quale Dalí lavorò, al fianco di Disney, tra il 1945 e il 1946 e l’esposizione di alcuni dei disegni originali creati per il corto. L’ultima mostra di Dalì in Italia risale al 1954, quando svolse una personale sempre al Palazzo Reale nella sala delle Cariatidi, sala che, tra l’altro, ispirò l’artista per la costruzione della sua casa di Figueras. La mostra è curata dall’architetto Tusquest Blanca, amico e collaboratore di Dalì e al quale si devono la realizzazione della sala Mae West nel museo di Figueras e il famoso sofà Dalilips, realizzato su disegno dello stesso.


Informazioni: tel. 02 875672 - http://www.comune.milano.it

Mediterraneo. Da Corot a Monet a Matisse

Dal 27 novembre ad aprile 2011 presso il Palazzo Ducale di Genova. Il Palazzo Ducale del capoluogo ligure sarà il trionfo della luce e del colore impressionista e postimpressionista. Genova, infatti, si prepara ad un importante appuntamento artistico e ad un notevole sforzo espositivo concentrato su un’ottantina di opere provenienti da musei e collezioni europee e americane. Circa ottanta dipinti, che tracciano un legame tra diverse generazioni di artisti, affascinati dalla linea dell’orizzonte del Mar Mediterraneo, i suoi colori e le sue luci. Si parte dal
Settecento, con il classicismo di Vernet e Robert, per passare alla scoperta del realismo e la poesia di Courbet e Corot. Tappa obbligata l’impressionismo di Monet, Ce’zanne, Renoir, poi le nuove strade tracciate da Van Gogh, Signac, Munch, i Fauves e Matisse, e ancora Derain, Braque, Friesz, Dufy, Valloton, Soutine, Bonnard, per giungere a Nicolas de Stael, a metà del ‘900.


Informazioni: tel. 010 5574000- fax: 010 5574001 http://www.palazzoducale.genova.it

lunedì 20 settembre 2010

Arriva l'autunno.... consigli utili per arrivare in fretta alla prossima estate!


Ha ripreso il freddo quassù, ha ripreso la scuola. Un altro centinaio di Curriculum inviati senza risposta alcuna a tutte le scuole in cerca di un 'insegnante di lingue...


Hanno ripreso anche gli esami in facoltà ma con loro non la mia voglia di studiare... inizia l'autunno e passa la voglia ed il desiderio di fare qualsiasi cosa... ci si avvicina verso la stagione del letargo, la stagione della neve, del freddo...


Tutti pronti per il cambio di stagione? Difficile da deciderlo, siamo nel mese in cui al mattino una giacca non fa mai male ma a mezzogiorno le maniche corte calzano a pennello! E quindi via con i vestiti a cipolla e ad inscatolare tutto ciò che è troppo corto, troppo leggero troppo estivo...

Un'altra estate volata e devo dire che qui al nord l'estate è davvero troppo corta...

il 470, sport meraviglioso che mi ha accompagnato tutta l'estate è pronto per tornare in garage a riposo...

Quindi che fare in vista dell'autunno?

Consigliatissimi i Fashion districts di tutt'Italia, in secondo luogo oltre ai centri commerciali ci sono i viaggi low cost.

Molto semplice, basta abbinare un volo ryanair ad un hotel preso su booking.com con le migliori offerte ed ecco che con 200 euri le città più belle d'Europa sono a portata di mano... Roma, Parigi, Londra, Praga, Amsterdam...(tra l'altro al mediaworld sono nati i box all inclusive per i viaggi.... su misura per ognuno! dai golosi, agli avventurosi, ai romantici...)

E se viaggiare non vi basta o forse è meglio non esagerare restano le proposte del tipo :

un week end al centro benessere, in Austria o in Svizzera, centro come Seefeld, Aquadom - Solden, oppure ancora l'alto adige con la val ridanna e le sue migliaia di offerte magari iniziando a guadagnarci i primi fiocchi di neve prima della meravigliosa stagione invernale che ci aspetta.

Perchè dobbiamo riuscire ad aassaporarci ogni stagione ed ogni attimo...la vita è un lampo... chi non la gode un "gnampo" ;P (grande nonnina!)

venerdì 17 settembre 2010

Un delfino... ROSA!!!


Una scoperta a dir poco sensazionale sta facendo il giro del mondo. Secondo il quotidiano inglese Telegraph, un rarissimo delfino dal naso a bottiglia rosa sarebbe stato avvistato nel Calcasieu Lake, in Louisiana.

Lo straordinario esemplare è stato rinvenuto e fotografato dal capitano Erik Rue che ha esclamato: "Sembra uscito da un dipinto".


I delfini dal naso a bottiglia sono i più studiati e quelli più utilizzati nei delfinari per la loro grande abilità nel compiere acrobazie fuori dall'acqua ma anche perché sono delfini che sopportano bene la cattività.

Rue è convinto che il colore rosa del delfino sia dovuto a un eccezionale caso di albinismo.

Il suo nome? Ovviamente Pinkie!!

Il colloquio più pazzo? Testimonianze.


«Senza alcun dubbio la cosa più folle che mi è capitata aveva per protagonista un candidato che si era proposto per un ruolo di manager di primo livello. Sembrava perfetto sulla carta e così abbiamo fissato un colloquio telefonico per le 3 del pomeriggio. Ha risposto al telefono e quando mi sono presentata ha detto: "Resta in linea, sono al bar. Lasciami finire questo bicchierino ed esco". Una volta uscito mi ha detto: "Sai cosa? Sono un po' più ubriaco di quanto pensavo. Possiamo fissare un altro appuntamento?". Ovviamente non lo feci.»
Heather Lytle, senior partner, H&L Media Partners

«La più bizzarra esperienza che ho mai avuto coinvolgeva una candidata che si era offerta per un ruolo presso un mio cliente. Visto che aveva dichiarato di essere laureata, le era stato richiesto un attestato o una qualsiasi certificazione. Lei ci ha risposto che non poteva presentare la documentazione richiesta perché la sua identità era cambiata e quell'informazione era disponibile solo col suo nominativo precedente. Per ragioni di sicurezza, quindi, si rifiutò di portarci qualsiasi prova del titolo di studio, sia col nome che aveva in passato, sia con quello attualmente in uso. »
Cathleen Faerber, The Wellesley Group Inc.

«Alcuni anni fa intervistando una ragazza che si era proposta per un lavoro di segretaria avevo chiesto: "Che cos’è importante per te in un lavoro?" e la sua risposta fu: "Voglio lavorare vicino a Bloomingdales".»
Bettina Seidman, coach di gestione della carriera, Seidbet Associates

« "Quando il tuo carico di lavoro è pesante e ti senti travolta, come gestisci lo stress?". "Corro in bagno e piango".»
Jessica Simko, Career Branding Guide

«Recentemente abbiamo chiesto a un candidato: "Che cosa sai su di noi?". Lui si è appoggiato alla sedia e ha risposto: "Non molto. Perché non mi aggiorni?". Non è stato assunto.»
John Kramb, Adams County Winery

«Il colloquio era per una posizione di assistente amministrativo con elevata visibilità. Chiaramente, stavamo cercando qualcuno che sapesse gestire con tatto le persone di alto calibro che sarebbero venute nel nostro ufficio. Ho aperto il colloquio con una domanda standard: "Che cosa ti attrae di più in questo lavoro?". Senza esitazione, la candidata ha replicato: "Mia madre pensa che sarebbe il lavoro perfetto per me"»
Bill Lampton, presidente, Championship Communication

«La risposta più shockante alla domanda "Se fossi un animale, quale vorresti essere e perché?" è stata la seguente: "Vorrei essere un gatto così potrei girellare tutto il giorno senza avere nulla da fare".»
Efrain Ayala, account executive, Walt Denny Inc., The Home Products Agency

«Stavo facendo un colloquio a una signora per un posto nella mia azienda. Pensavo che avesse una grande personalità e stavo pensando di assumerla. Alla fine del colloquio mi chiese se avrei potuto accompagnarla ogni giorno al lavoro con la mia auto e poi riportarla a casa a fine giornata. Mmmh, no.»
Janice Celeste, presidente e direttore, Celeste Studios Film & Video

«Un candidato arrivò in ritardo a un colloquio e in un modo non molto educato. "Arrivare fin qui è terribile. Sono felice di non doverlo fare ogni giorno".»
Sammie Samuella Becker, direttore di TigressPR

«Una candidata ha raccontato di avere un negozio dietro l'angolo e di voler al tempo stesso lavorare anche per me, gestendo in parallelo le due attività. Ho voluto essere sicura di aver capito bene - che avrebbe tolto tempo al suo lavoro nella mia azienda allo scopo di controllare periodicamente il suo negozio - ma quando le ho fatto alcune domande per chiarire la questione, lei si è innervosita e ha chiuso il colloquio andandosene di corsa dal mio ufficio.»
Shay Olivarria, speaker e autrice di "Bigger Than Your Block"

Veri e propri Autobus volanti_ecco i posti in piedi.


Difficile immaginarselo appena qualche anno fa, ma quella dei voli aerei con posto in piedi è una svolta che le compagnie low cost danno già per cosa fatta. Rinunciando alla classica poltrona, e all'uso gratuito della toilette, si potrà infatti volare in Europa con un biglietto dal costo di cinque euro, più che mai ‘optional esclusi’. Perché rinunciare?

Dopo le proposte lanciate a riguardo dal funambolico numero uno della Ryanair, Michael O’Leary, ora una azienda italiana è pronta ad offrire alle compagnie che ne facciano richiesta la fornitura dello SkyRiders, ovvero l'elemento che mancava per passare dalle provocazioni ai fatti.

La Aviointeriors, specializzata nell’arredamento interno dei velivoli, definisce lo SkyRiders come un sedile, ne più ne meno che quello adottato da un qualsiasi scooter, quindi non propriamente in piedi, ma con un appoggio tanto per il bacino che per spalle e gambe, nonostante dal punto di vista pratico ed economico le dimensioni facciano molto differenza rispetto ad una poltrona classica, perfino di classe economica.

Aviointeriors specifica a chiare lettere che si tratta di ‘sistemazioni razionali’, ma non di fortuna, perché verrà mantenuta la possibilità di sistemare un piccolo bagaglio a mano, così come quella di trattenere i vestiti con appositi ganci.

Da qui in poi, la palla passa Michael O’Leary e ai vertici di tutte le altre compagnie aeree low cost, per i quali si avvicina un braccio di ferro con gli enti che scrivono le regole dei voli di linea, nel nostro continente così come in America.

Skyrider ‘contiene’ naturalmente un sistema di cinture di sicurezza definito perfino più efficiente di quello che adotta una normale poltrona , ma l'obiettivo di Ryanair non è solo quello di cambiare posizione dei passeggeri, quanto piuttosto modificare pesantemente la distribuzione degli spazio interni di un aereo, cambiando anche qualche abitudine che nessuno avrebbe messo mai in discussione. Tanto per capirci, 15 file di posti in piedi sostituirebbero le ultime 10 file di sedili tradizionali, aumentando di 50 passeggeri la capacità dei Boeing anche grazie allo stratagemma dell'eliminazione delle toilette di coda, mentre quelle in prua diverrebbero a pagamento. Insomma, l'ennesimo costo ‘accessorio’ dei voli low cost dopo la tariffazione separata dei bagagli destinati alla stiva e al controllo, ormai diventato militaresco, sulle dimensioni di quelli destinati alla cabina.

La posizione non ancora ufficiale di Ryanair è che i posti aggiuntivi potrebbero essere perfino gratuiti, o comunque non costare più di 5 euro ciascuno, ma queste argomentazioni non hanno ancora convinto la Civil Aviation Authority, la potentissima agenzia che regola l’aviazione civile inglese. Senza il suo consenso, non si imbarcano neppure passeggeri.

Una battaglia legale, insomma, anche se sullo sfondo c'è ben altro. Già nel 2007 l'emittente inglese BBC diede la notizia dell'avvio di nuovi collegamenti Ryanair verso gli Stati Uniti, salvo una smentita da parte dell'azienda nell'arco di poche ore. Virgin Atlantic, al contrario, si è specializzata da anni nelle tratte verso gli States, ma è un fatto che servirebbero nuovi nomi per dare il via ad una rivoluzione di viaggi low cost intercontinentali che ci trasformerebbe tutti i veri cittadini del mondo. In ‘quasi in piedi’ o seduti, in questo caso varrebbe davvero la pena chiudere un occhio.


http://it.viaggi.yahoo.com/p-promozione-3359846

Risvegliarsi parlando un'altra lingua! Incredibile ma può accadere.


Una donna inglese, dopo essere andata a letto con una forte emicrania, si è svegliata parlando con accento francese. Kay Russell, 49 anni, ha raccontato di sentirsi come se avesse perso una parte di sé dopo che le è stata diagnosticata la sindrome dell’accento straniero (Fas), una condizione estremamente rara di cui si conoscono solo 60 casi al mondo dal 1941.

COSTRETTA A LASCIARE IL LAVORO - Russell ha rivelato che amici e colleghi non la riconoscono più al telefono. Al punto che la donna, una direttrice vendite, è andata in crisi e ha dovuto lasciare il lavoro. «Numerose persone vengono a dirmi: 'Che bella voce che hai' - spiega la 49enne -. Ma non si rendono conto di come mi senta veramente. E’ come se mi fossi trasformata in un’altra donna. Vorrei riavere indietro la mia vecchia voce ovviamente. Ma c’è molto, molto di più. Riguarda la persona che ero, la persona che voglio essere».

UNA MALATTIA CHE SVELA I MISTERI DELLA PSICHE - Ma perché chi cambia accento si sente smarrito, non si identifica più in se stesso? Per Andrea Moro, professore di Linguistica al San Raffaele, « questa sindrome è causata da un danno celebrale di varia portata. Può derivare da un trauma cranico molto grave o da una lesione focale dovuta a ictus. Raramente dall’emicrania. A seconda della sede in cui avviene, può comportare un danno cognitivo». E sottolinea Moro: «Quanto parliamo non ci accorgiamo che dobbiamo coordinare un meccanismo simile a un orologio ad altissima precisione. Tra 'papa' e 'pappa', ad esempio, la differenza riguarda un millesimo di secondo in più o in meno in cui le labbra stanno chiuse. Eppure, è evidente che il significato è diverso. Quando uno pronuncia una parola dal cervello partono una serie di messaggi cablati elettricamente che vanno a diversi muscoli, corde vocali e labbra. E la sindrome dell’accento straniero è curabile se il danno è muscolare, nei cui confronti un buon logopedista può fare molto. Sarà molto più difficile guarire se il danno è neurologico».

CANADESE, SLOVACCO E GIAMAICANO - Diversi episodi simili sono avvenuti di recente. All’inizio di quest’anno Sarah Colwill, 35 anni, una donna dell’Inghilterra sud-occidentale, ha iniziato a esprimersi con un accento cinese. Linda Walker, 60enne di Newcastle, dopo essere stata colpita da ictus cerebrale, si è messa a parlare con un’inflessione giamaicana o, secondo alcuni, un mix di italiano, canadese e slovacco. Wendy Hasnip, 47enne di Sevenoaks, ha preso l’accento francese come Russell. Una 13enne croata, dopo avere perso i sensi per 24 ore, si è rialzata parlando solo in tedesco. E nel 2007 il 18enne ceco Matej Kus, dopo un incidente in autostrada, si è messo a parlare in inglese.



Per approfondire visita IlSussidiario.net

giovedì 16 settembre 2010

Ci ho il bloggo esistenziale: Il manuale del perfetto idiota

Ci ho il bloggo esistenziale: Il manuale del perfetto idiota: "Capitolo 1: Dell'approccio Ah, come approccia il nostro perfetto idiota non approccia nessuno. E' quello che ci frega tutte. NDR: Dato che..."

martedì 14 settembre 2010

Miss Italia 2010 è Francesca Testasecca.


La 19enne di Foligno è stata incoronata ieri sera da Sofia Loren dopo una 'finalissima' a tre in cui è stata scelta tra Giulia Nicole Magro, Miss Veneto, e Giulia Di Quinzio, la giovane abruzzese eletta Miss Eleganza. Francesca Testasecca riporta la corona in Umbria dopo 48 anni.

Nata il 1° aprile 1991, la più bella d'Italia è alta 1,74, ha capelli neri e occhi azzurri. Diplomata all'istituto tecnico turistico, ha le idee piuttosto chiare: vorrebbe fare l'assistente di volo oppure iscriversi a un corso di recitazione per diventare attrice.

Fonte: Adkronos

lunedì 13 settembre 2010

Look into my eyes

Guardami negli occhi,
mi leggerai nell'anima.

Guardami negli occhi,
saprai calmare ogni mia ansia,
leggere ogni mio pensiero.

Guarda nei miei occhi,
scoprirai giorno dopo giorno, quant0 è bello vivere,
sorridere,
credere nell'eternità dei vent'anni.

Guardami negli occhi,
solo così, imparerai ad amarmi.

Tutte le verità su come affrontiamo un esame in facoltà...


Cadenza progressiva di eventi antecedenti un qualsivoglia esame 'grosso' :

30 giorni prima.
Comincia la lettura del libro/dispense. La cosiddetta, 'prima passata'.

24-28 giorni prima.
Si cerca di acquisire dei ritmi. si ha un vago senso di ottimismo e soddisfazione. La prima settimana va liscia che è una meraviglia.


20-24 giorni prima. Il fine settimana è libero. La seconda settimana ricomincia...Ogni tanto ci si concede anche un'uscita la sera senza fare tardi, ogni tanto anche facendo tardi.


14-20 giorni prima. Prima fase del 'sto indietro, cazzo'. Dalla fine della seconda settimana iniziano i primi, latenti segni di psicosi. Risulta evidente che, pur avendo letto tre quinti del programma, il tempo comincia a stringere.Tocca accelerare, per forza. Comincia la spirale autodistruttiva.

8-14 giorni prima. Seconda fase del 'sto ancora indietro, cazzo'. Il programma sembra allungarsi giorno dopo giorno. Nascono difficoltà, incomprensioni, frustrazioni. Alla fine della terza settimana arriva la consapevolezza che mancano circa otto giorni. L'effetto è quello di un frontale col tram. E' il panico. Mancano ancora diversi capitoli.
Cominciano processi di abbattimento di autostima.


6-8 giorni prima. Fase dei cambiamenti d'umore. All'inizio della quarta settimana saltano fuori i più assurdi imprevisti: influenze, matrimoni, parti, improbabili incombenze burocratiche, di tutto.
I cambi d'umori passano da tre volte al giorno (mattina/pomeriggio/sera, variabili sull'incazzato/depresso/iperproduttivo) a tre volte all'ora. Si va da fasi di profonda sicurezza (ce la faccio, ce la faccio, so potente, ora studio, ce la faccio) ad abbattimento (è la fine, sono fottuto, cazzo, non ce la faccio) ad autocommiserazione (sono un coglione, non è possibile, è da tre settimane, ma come ho fatto).

4-6 giorni prima. 'Fase fotofobica/irritabile/cefalica'. Tra i quattro e i sei giorni prima si comincia a trascurare ogni forma di vita, inclusa la propria. Si sviluppa fotofobia, irritabilità, cefalea, ed andare a prenotarsi costa un'enorme fatica.


3-4 giorni prima. Fase 'sto alla frutta'Le crisi di stanchezza si fanno drammatiche e si alternano a fasi di iperproduttività, anche perchè se il meccanismo autorigenerante del panico ha attecchito a dovere, l'unica cosa che vi lascia tranquilli è ripetere all'infinito, possibilmente fino alla perdita di coscienza. Promettete che mai più, mai più vi ridurrete in questo stato. Poi ci pensate un attimo e pensate, beh, meglio non promettere.

3 giorni prima
. Fase 'non so niente'. Tre giorni prima è il momento cruciale. Si decide se si andrà o no. Esistono pochissime persone al mondo che si sentono preparate, tre giorni prima, Se si decide di andare fino in fondo, si autoproclama lo 'scontro finale', un improbabile prova di resistenza fino alla sera/notte/mattina finale.

2 giorni prima. Fase dell'apprendimento al 200%.
Se ci sono ancora cose mai ripetute, si acquisisce un bonus nell'apprendimento del 200%: una capacità di memorizzazione inaudita vi permetterà di imparare cose che, nella vita quotidiana, impieghereste mesi. Il tutto al prezzo di una stanchezza e di una psicosi ormai franca.

Il giorno prima. Fase del 'Ovvio che NON non ci vado'.
Sono i momenti in cui, con più accanimento, vi chiederete perchè diamine avete fatto sta facoltà (solitamente la mattina dell'esame siete troppo distratti per pensarci).
Se riuscite a tenere i nervi saldi, magari arrivate vivi all'esame.
In realtà, il momento migliore, in assoluto, resta la mattina.
Voi e i vostri occhi, quei cinque secondi in cui davanti lo specchio vi rendete conto che si, è la mattina, è proprio quella mattina, mentre vi preparate, è il momento, pensate, l'adrenalina alle stelle, il rimbambimento, la consapevolezza che, dovrà passare pure 'sta mattinata tra qualche ora, e che speriamo andrà bene, insomma.

Se l'esame finito e passato la sensazione per tutta la giornata è di una leggerezza meravigliosa con una grinta incredibile per finire tutti gli esami....

Ah, gli esami.



Ulteriori informazioni: http://www.myspace.com/giuliaconti/blog#ixzz0zRCATAx7

venerdì 10 settembre 2010

FUTURI INSEGNANTI: novità dal decreto Gelmini...


Novità in arrivo per chi decide di diventare insegnante. Le Ssis, Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario, lasceranno il posto a un nuovo percorso -- con lauree specifiche abbinate a un anno di tirocinio direttamente in classe -- che prevede tra l'altro che il numero dei nuovi docenti sia deciso in base al fabbisogno, per far fronte al problema del precariato. Continua a leggere questa notizia
Articoli correlati
Scuola: Ghizzoni (Pd), Su Precari Gelmini Fa Inversione a 'u' Ma Mente
Scuola:Pd, Gelmini Confonde Acque Su Numeri e Tempi Assorbimento Precari
Scuola: Comieco, Si Torna Fra i Banchi. Ecco Come Riciclare Carta
Altre notizie correlate: Scuola
Forum: Scuola
E' quanto ha annunciato oggi il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini in occasione della firma del Regolamento sulla formazione iniziale dei docenti, aggiungendo che tra le novità ci sarà anche una maggiore attenzione all'inglese, alle nuove tecnologie e ai ragazzi disabili.

"Il primo obiettivo (del nuovo Regolamento) è evitare l'insorgere di un nuovo precariato", ha detto Gelmini nella conferenza stampa di presentazione del Regolamento. "Dobbiamo pensare anche al futuro, ormai abbiamo l'obbligo di proporzionare la formazione alla definizione dei fabbisogni della scuola".

Il ministro ha annunciato che saranno istituiti dal 2011 accessi a numero chiuso ai corsi universitari come Scienze della formazione, con un limite pari al fabbisogno della scuola più un ulteriore 30%, destinato anche a coprire il fabbisogno delle scuole paritarie.

"Prevediamo una selezione severa, doverosa per chi avrà in mano il futuro dell'Italia e sostituiamo alle vecchie Ssis un percorso di lauree magistrali specifiche e un anno di tirocinio co-progettato da scuole e università, concentrato nel passaggio dal sapere al saper insegnare", ha spiegato Gelmini in una nota diffusa dal ministero.

Recentemente le dichiarazioni del ministro Gelmini -- sull'impossibilità di assorbire tutti i 220.000 lavoratori precari della scuola -- avevano provocato aspre polemiche da parte degli stessi lavoratori e di una parte del mondo della politica. Poco dopo il ministro aveva detto di stare lavorando con le Regioni per fare in modo che almeno una parte di questi precari venisse assorbita.

"I posti vacanti sono 20mila, su 220mila precari", ha aggiunto oggi la Gelmini, che si è detta fiduciosa riguardo alla possibilità di assorbire nel sistema scolastico nell'arco di 6-7 anni, grazie a un buon numero di pensionamenti, i restanti 200mila, per i quali "al momento non c'è lavoro" nella scuola.

L'opposizione di centrosinistra ha però contestato le stime del ministro, sostenendo in un comunicato che i tagli imposti all'istruzione rendono irrealistica l'ipotesi di assorbimento.

"Il ministro Gelmini confonde le acque sui numeri e sui tempi", ha detto in un comunicato Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd. "Cancellando le cattedre e i posti di lavoro, infatti, sono diventati soprannumerari, gli stessi insegnanti di ruolo che vanno a rioccupare i posti dei colleghi pensionati".

NUOVE REGOLE

Il nuovo Regolamento prevede che per insegnare nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria sia necessaria una laurea quinquennale, a numero programmato con prova di accesso, che venga aumentata la parte di tirocinio a scuola e che sia previsto un apposito percorso laboratoriale per la lingua inglese e le nuove tecnologie.

Inoltre, "per rispondere meglio alle esigenze dei ragazzi disabili", il Regolamento inserisce in tutti i percorsi gli insegnamenti finora riservati ai soli futuri insegnanti di sostegno, in grado di consentire a tutti i docenti di avere una preparazione di base sui bisogni speciali.

Per diventare insegnanti nella scuola secondaria di primo e secondo grado, sarà necessaria tra l'altro la laurea magistrale ad hoc (a numero programmato, basato sulle necessità del sistema nazionale di istruzione, composto da scuole pubbliche e paritarie), completata da un anno di tirocinio formativo attivo (475 ore di tirocinio a scuola, di cui almeno 75 dedicate alla disabilità, sotto la guida di un insegnante tutor).

Per quanto riguarda i tirocini, "gli Uffici scolastici regionali organizzeranno e aggiorneranno gli albi delle istituzioni scolastiche accreditate che ospiteranno i tirocini (...) e avranno anche funzione di controllo e di verifica sui tirocini", spiega il ministero nella nota.

Secondo il ministero, il Regolamento tra l'altro sostituisce al sistema Ssis strutture più snelle, evitando costi per il sistema e per gli studenti e abbreviando di un anno il percorso di abilitazione per la scuola secondaria.

e per chi si sta laureando adesso????????DOBBIAMO INVENTARCI IL DA FARSI???? Tutto in forse tutto in probabilmente... a che anno potrò iniziare ad insegnare, a 60 anni???????????????? :( :(



L’Adi, Associazione Docenti Italiani, attacca gli insegnanti precari

“I docenti precari non hanno ideali né valori”

A loro viene attribuito il pericolo di una “mutazione antropologica”






Di Vincenzo Brancatisano



30 NOVEMBRE 2006 – Alcune frasi di un documento prodotto dall’Adi, l’Associazione docenti italiani, sono secondo noi poco condivisibili. L’analisi dell’Adi sull’“implosione della professione docente” e sulla “precarizzazione e proletarizzazione della docenza”, offre importanti spunti di riflessione e sarebbe stupido non coglierli. Ma addossare sui precari della scuola, che sono vittima di una sfruttamento sociale senza uguali, perpetrato peraltro dallo Stato, è ingiusto e diffamatorio oltre che mortificante. Affermare che i precari “non hanno ideali”, che “non si spendono”, che la loro autonomia è un “kit di sopravvivenza”, che “hanno una scarsa opinione del proprio lavoro”, che “non riescono a percepire l'insegnamento in termini di fedeltà a dei principi e a dei valori”, che “sono portati ad autodifendersi, assumendo atteggiamenti utilitaristici che evitino che i costi del mestiere superino i benefici” è frutto di una distorsione della realtà da parte di chi non si rende conto di quanta dedizione e di quanto spirito di sacrificio ci sia tra i precari e di quante decine di migliaia di insegnanti di ruolo si alzano al mattino per andare a scuola con la consapevolezza che non faranno niente in classe, semplicemente perché non vogliono fare un emerito c…o, o perché non sanno neppure da dove cominciare. Il precariato scolastico produce tutte le conseguenze negative tipiche del precariato, alcune delle quali ha fatto bene l’Adi a enunciare. Per evitarle esiste un solo modo: evitare l’abuso dei contratti a termine, cioè lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Sono tanti i lavativi nel mondo del precariato scolastico, anzi sono tantissimi. Sono tantissimi coloro che dovrebbero fare un altro mestiere. Identica è la situazione riscontrabile tra il personale assunto a tempo indeterminato, buona parte del quale è entrata in ruolo grazie ai corsi abilitanti degli anni ’70-80. Allora non è questo il punto. Eppure si arriva a dire che “se questi atteggiamenti e comportamenti, che sono oggi dominanti nell'anomalo e abnorme mondo del precariato, dovessero invadere un intero ricambio generazionale, saremmo di fronte a una vera e propria mutazione antropologica del ruolo dell'insegnante: una tipologia docente che si è lasciata alle spalle tutti i modelli formatisi e susseguitisi nelle precedenti fasi storiche”. Il precariato è un problema, anzi è un dramma, una tragedia, dunque occorre evitare che si formi il precariato. E se l’insegnante di ruolo non facesse finta di ammalarsi specie negli ultimi anni della propria carriera (e non solo) eviterebbe di contribuire alla nascita del precariato e dei precari, i quali si ammalano di meno se non altro perché il contratto collettivo – molto in linea con l’uguaglianza sancita dalla Costituzione – perpetra la discriminazione anche sul piano del diritto alla salute. Se non si ammalasse costantemente e puntualmente il 15 giugno di ogni anno in occasione degli esami di Stato (lo fa da decenni impunemente) il “ruolino” non contribuirebbe all’arrivo nelle aule di supplenti chiamati a salvare il sedere a una scuola lasciata in braghe di tela dai “ruolini” tanto pregni di ideali e di “attaccamento alla funzione docente”. Ci sarebbero meno precari e meno precariato se i docenti di ruolo non perpetrassero (con la complicità dei sindacati di cui si fa finta di pigliar le distanze) i famigerati passaggi di cattedra; se non affollessero, pur essendo di ruolo, quelle graduatorie permanenti tanto disprezzate; se non prendessero in ostaggio per anni e per decenni cattedre lasciate alle supplenze perché si preferisce, per anni e per decenni, fare il sindacalista, il sindaco, l’assessore, il parlamentare, il viceministro e il ministro; se non si rendessero complici di quello straordinario strumento devastante per la qualità degli apprendimenti rappresentato dai corsi di riconversione in materie in cui si è incompetenti rilanciati anche quest’anno dalla legge finanziaria detestata a giorni alterni, cioè quando conviene; se non si abbandonasse la cattedra di sostegno di ruolo per passare sulla disciplina. Ci sono insegnanti precari che sono andati in pensione senza essere riusciti a passare di ruolo, a tanti altri succederà la stessa cosa. Saranno dei fannulloni – se sono dei fannulloni – nella stessa misura in cui lo sono – quando lo sono – i docenti di ruolo. Ma a loro – gli invisibili sfruttati dello Stato – deve andare il massimo rispetto.


http://www.vincenzobrancatisano.it/articoli/adicontro.htm

Poi ci chiamano bamboccioni...


Un articolo de Il Sole 24 ORE (Milano: S24.MI - notizie) ha messo ha in luce come nel nostro Pese ci sia un alto tasso di disoccupazione che si abbatte sui laureati di 28 anni senza specializzazione.

Secondo i dati Istat un giovane su 4 non trova lavoro, mentre secondo i dati forniti da Datagiovani nonostante il 36% dei nuovi posti di lavoro riguarderà gli under 30, l’occupazione si polarizzerà intorno a due figure: quella dei laureati iperspecializzati, e quindi con master, corsi all’estero, conoscenza di lingue straniere e quella dei giovani non laureati, con un titolo di studio professionale, ma pronti a svolgere un lavoro tecnico, artigiano o agricolo, che si sono formati sul campo, o nei laboratori artigiani.

Perché la disoccupazione? Perché trovano lavoro più facilmente i non laureati piuttosto che i laureati? La risposta va cercata nelle tradizioni del nostro Paese. La crescita del Pil in Italia è legata all’andamento delle esportazioni, ovvero di quei prodotti che hanno reso il nostro Paese famoso in tutto il mondo come la Ferrari, o la mozzarella di bufala, il Grana Padano o la moda.
Come dimostra il centro Studi della Confindustria, le imprese cercano giovani che siano pronti a imparare quei mestieri cha hanno contribuito al Made in Italy. Altrimenti sono ricercati quelli laureati con conoscenze specifiche nel campo della finanza, della logistica, del marketing della gestione aziendale.

Un altro fattore che gioca a favore della disoccupazione è il fattore tempo. Coloro che si laureano a 28 anni senza però alcuna esperienza lavorativa, senza un master e senza la conoscenza delle lingue, sono destinati a rimanere “bamboccioni” e quindi a casa con mamma e papà oltre i 30 anni in quanto le imprese, per poter competere sui mercati internazionali, non hanno bisogno di neolaureati trentenni senza competenze specialistiche o privi di capacità manuali e tecniche. Altro fattore importante il tipo di lavoro... un laureato in lingue ad esempio che lavoro può fare a parte l'insegnante? Segreteria forse... dopoutto manca tutta la pratica di amministrazione, ragioneria, o quant'altro...

Purtroppo però questa pare essere la tendenza di questi anni: i giovani restano per parecchi anni in università, si laureano tardi e si fanno mantenere dai genitori. Anche se, come la sottoscritta non si fa mantenere è dura trovare un lavoro nel proprio campo.... e comperare una casa... dove trovo 1. un lavoro a tempo indeterminato 2. 250.000 euro??? e come fa una donna a mettere al mondo dei figli o sposarsi??

In pratica, in Italia ci si laurea troppo tardi e non va bene nemmeno il tipo di laurea, quella generalista senza una vera specializzazione in qualcosa.
Ciò che conta è saper svolgere lavori manuali, imparare a fare un mestiere come una volta. Non importa se siano mestieri intellettuali o manuali, non importa se si è laureto o se il titolo di studio è inferiore, quello che importa è essere capaci a fare un mestiere senza averci messo troppo tempo per impararlo.

giovedì 9 settembre 2010

Ti tradisce o meno? Questione di reddito (secondo gli americani...)

8 SET ­ La fedeltà maschile? Dipende dal conto in banca della sua partner.
Se lei guadagna di più di lui, quasi certamente dovrà aspettarsi tradimenti continui dal maschio con il reddito inferiore al suo.
Che la stabilità della coppia fosse basata sul denaro, si diceva da tempo. Ma fino a oggi, era comune pensare che tutto dipendesse dal portafoglio dell’uomo: il maschio ricco e piacente tende a procurarsi più occasioni per scappatelle e flirt vari. Invece no, uno studio scientifico sovverte questo schema.Quanto conta il denaro nella coppiaL’indagine che collega il tradimento maschile alla maggiore disponibilità economica della donna, si intitola "Gli effetti della disparità economica sull’infedeltà tra uomo e donna" ed è stata presentata all’ultimo meeting annuale dell’American Sociological Association. "Sembra un paradosso, ma è così", spiega Christin Munsch, giovane sociologa della Cornell University e autore dello studio, "ma per le donne accade esattamente questo: più sono dipendenti economicamente dal partner, meno rischiano di essere tradite".I risultati dello studio, che ha preso in considerazione coppie sposate e conviventi tra i 18 e i 28 anni, sono inequivocabili: gli uomini totalmente a carico delle donne sono 5 volte più propensi a tradire la partner, rispetto a quelli che guadagnano più o meno quanto la donna.I motivi del tradimentoMa perché questi uomini, dipendenti economicamente dalla partner, tradiscono di più? "Potrebbe dipendere da un certo grado di insoddisfazione", aggiunge la Munsch, "che li rende tristi e più propensi a cercare svaghi all’esterno della coppia. O ancora, dal fatto che l’immagine tradizionale di maschio che porta a casa da vivere per tutta la famiglia, nel loro caso, vacilla".E le donne? Che cosa accade, nella coppia, quando è la donna a essere totalmente o per la gran parte a carico dell’uomo? In questo caso, tutto secondo "copione": secondo lo studio, le nullatenenti hanno il 50% di probabilità in meno di tradire rispetto alle donne che guadagnano quanto il loro partner; un dato che sale al 75%, se il raffronto è con le donne che portano avanti da sole, o in prevalenza con il loro stipendio, la coppia.

Redazione Staibene.it ­ 2010

mercoledì 8 settembre 2010

MODA: cosa prepararsi per il prossimo inverno?


Le fashion victims sono già a caccia delle cose invernali da possedere assolutamente, quelle che poi saranno sempre presenti per tutta la stagione. Grazie alle anteprime delle sfilate e alle prime vetrine già con le nuove collezioni, qualche idea ce la siamo già fatta. Di seguito un elenco di capi o colori o tessuti da avere per essere alla moda, poche cose ma fondamentali. Non serve prendere grandi firme, ma basta cogliere i suggerimenti.


Tessuto
Se parliamo di tessuti, il velluto è il padrone, tantissimi pantaloni (aderenti ed elasticizzati quelli di Pinko a costine sottili) in questo tessuto pratico e adatto a tutti i giorni se a coste più o meno sottili oppure diventa molto elegante per la sera se è liscio. Un pantalone per il giorno e uno per la sera.

Maglia
Per la maglieria la lana grossa che compone maglioni oversize (D&G li ha fatti vero modello tirolese), morbidi, caldi che cadono sino a metà coscia mentre la si usa anche per i vestiti ma tessuta sottile e in sovrapposizione, abito senza maniche + pull lungo sono i più usati. Quindi un bel maglione con maniche morbide assolutamente da avere o in color cammello o in bordeaux e bianco sono i must dei must.


Giubbotto
La pelle vera oppure in eco pelle per i giubbotti sportivi, che fanno molto Top Gun con zip e anche bordi in maglia, se volete esagerare la pelle effetto stropicciato in marrone scuro.


Sciarpa
Sciarpe di ogni tipo e tessuto, da quelli più pregiati a quelli meno ma tutte molto lunghe oltre che larghe, lisce o con frange o inserti, in tinta unita o fantasia, il collo deve essere coperto quindi, anche con gli ‘scalda collo’, da avere.

Pellicce
Qualcuno inorridirà, lo so, ma sappiate che ci sono tante eco pellicce belle che sono morbide e non uccidono nessun animale. Bordi ai vestiti, ai cappotti, anche ai maglioni o alle giacche. E potete anche applicarli voi, col fai da te.


Calze
Le calze vanno mostrate, ma non sono più quelle trasparenti, sottili, sexy, sono i calzettoni della nonna, da mettere in vista con i sandali invernali. Colorate, a coste, appena sopra la caviglia o un poco più su e in colore contrastante. Da avere, il vantaggio è che costano poco.

Fantasie
Comprate qualcosa di scozzese, ma non nei colori originali, e per la gioia di alcune le stampe animaliér, leggi Roberto Cavalli, una cintura ci vuole assolutamente.


Gonne
Le gonne alla moda strizzano l’occhiolino agli anni ’50: o a ruota per evidenziare la vita (Tommy Hilfiger ne ha diverse) oppure a tubo sotto il ginocchio con lo spacco dietro.

Mocassino
Il mocassino con il tacco (Prada e Fendi) però, anche colorato o classico e il tacco non necessariamente sottile, una cosa però che è sparita sono le punte eccessive nelle scarpe, ricord

Come vedete ci vuole poco, quindi andate a curiosare negli armadi se avete queste cose e poi andate a vedere se riuscite a trovare quello che vi manca, magari farete voi da trainatrici delle vostre amiche nella scelta delle cose, comunque chi primo arriva…


Fonte:



FONTE http://www.amando.it/moda/abbigliamento/must-have-autunno-inverno-2010-2011.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_content=newsletter_articoli&utm_campaign=newsletter_2010-09-08

Il cuore non ha ragione

E' inutile cancellare qualcosa dalla mente....

se ormai l'hai incisa,

nel cuore...